Raddoppio Ferroviario, all’Ars il Comune fa valere il proprio no

"L'ufficializzazione di Rfi della sospensione delle vecchie progettazioni che avrebbero ferito mortalmente il cuore e la storia di Catania e la presa d'atto della validità della nostra proposta alternativa è solo una prima vittoria delle nostre ragioni". Lo ha detto il sindaco Raffaele Stancanelli

“L’ufficializzazione di RFI della sospensione delle vecchie  progettazioni che avrebbero ferito mortalmente il cuore e la storia di Catania e la presa d’atto della validità della nostra proposta alternativa è solo una prima vittoria delle nostre ragioni, che sono poi quelle dei cittadini di Catania”. Lo ha detto il sindaco Raffaele Stancanelli commentando l’esito dell’audizione del Comune di Catania rappresentato dall’assessore alla mobilità Santi Cascone, di RFI,  del governo regionale, delle categorie e degli ordini professionali da parte della commissione parlamentare territorio e ambiente dell’Ars che si è svolta oggi a Palermo sul raddoppio della tratta ferroviaria Zurria-Acquicella.

In quella sede l'ing. Milione di RFI ha comunicato che entro il 15 luglio verrà consegnato uno studio comparativo tra la proposta precedente e quella alternativa presentata nei mesi scorsi dall’Amministrazione Comunale di Catania, ribadendo che la progettazione è attualmente sospesa perché il Comune e la Sovrintendenza hanno bloccato la possibilità a RFI di effettuare le introspezioni geognostiche per la presenza di reperti archeologici nel sottosuolo.

“Finalmente –ha detto il sindaco Stancanelli- sia Rfi che l’assessore regionale Bartolotta hanno preso atto che dovrà essere trovata una soluzione progettuale condivisa dal Comune, dai territori, dalla sovrintendenza,  ragione per cui abbiamo redatto una proposta progettuale alternativa, tecnicamente possibile ed economicamente sostenibile in grado di interpretare i bisogni dei cittadini e di soddisfare quelli del territorio. Catania con le proteste dei suoi cittadini, i contributi delle organizzazioni sociali e le proposte alternative dell’Amministrazione Comunale ha saputo farsi valere nell’interesse del suo sviluppo. Dunque -ha concluso  Stancanelli-  ben venga il raddoppio ferroviario ma con la salvaguardia del patrimonio storico architettonico, archeologico, ambientale e della mobilita' sostenibile dei cittadini nel territorio”.

Durante l’audizione del Comune, l’assessore Cascone ha illustrato alla Commissione parlamentare il documento:

7 RAGIONI PER DIRE “NO” PROGETTO RFI PER IL NODO CATANIA:

"Diciamo NO al progetto RFI perché non possiamo accettare un intervento che comprometterebbe in modo irreversibile una parte importante del Centro Storico di Catania, con danni rilevanti al patrimonio architettonico ed archeologico della città.

Diciamo NO al progetto RFI che disattende gran parte delle raccomandazioni dell’UNESCO che al contrario auspica interventi nella città di Catania volti alla tutela dell’integrità e dell’autenticità degli attributi del patrimonio urbano.

Diciamo NO al progetto RFI perché auspichiamo interventi orientati ad un modello di “mobilità sostenibile” che mediante l’interramento della ferrovia secondo il tracciato proposto dall’Amm.ne nell’ambito del nuovo Piano Regolatore Generale trasformi la ferrovia in una metropolitana leggera in grado di soddisfare i bisogni di mobilità dei cittadini.

Diciamo NO al progetto RFI che determinerebbe, con l’incremento del numero e con l’aumento della frequenza dei treni, un inaccettabile inquinamento acustico risolto nel progetto con una barriera posta sugli archi della marina dallo sconcertante impatto sulla qualità paesaggistica e fonte di un’ulteriore separazione dal mare.

Diciamo NO al progetto RFI perché riteniamo che l’interramento della ferrovia debba essere una occasione per riqualificare il “Water Front” della città recuperando le aree urbane oggi occupate dalla ferrovia alla fruizione dei cittadini.

Diciamo NO al progetto RFI perché è possibile fare diversamente, perché è possibile seguire un diverso tracciato che fa propria la necessità di attuare strategie in grado di garantire equilibrio tra lo sviluppo urbano e qualità della vita su base sostenibile.

Diciamo NO al progetto RFI consapevoli di stare dalla stessa parte dei cittadini, della società civile, dei movimenti e delle associazioni, degli Ordini professionali, dell’Università, della Sovrintendenza, cioè dalla parte di chi a cuore il bene della città".

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