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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca

Ragazzino morto per infarto, il cardiologo: "Decisivo fare prevezione"

Dopo la morte del giovane studente di Catania il Prof. Michele Gulizia, Presidente della Fondazione per il Tuo cuore Onlus e Direttore di Struttura Complessa di Cardiologia Ospedale “Garibaldi-Nesima, ha spiegato l'importanza della prevenzione

Dopo la morte del giovane studente di Catania il Prof. Michele Gulizia, Presidente della Fondazione per il Tuo cuore Onlus e Direttore di Struttura Complessa di Cardiologia Ospedale “Garibaldi-Nesima, ha dichiarato:

"Si continua a restare attoniti spettatori di decessi improvvisi per malattie cardiovascolari in giovani adolescenti o bambini senza patologie conclamate. Non ci sono parole per esprimere sgomento e solidarietà ai genitori e alle famiglie colpite. Ma queste circostanze devono fare accendere con forte potenza i riflettori dell’opinione pubblica e dei gestori della sanità sulla necessità di una prevenzione cardiovascolare efficace, precoce e senza sconti, che deve prevedere screening cardiologici a tappeto soprattutto nell’età della fanciullezza e dell’adolescenza, perché spesso idealmente associate ad assenza di patologie - dichiara Il prof. Michele Gulizia, Presidente della Fondazione per il tuo cuore Onlus".

"La distribuzione socioeconomica dei fattori di rischio cardiovascolare riconoscibili, e quindi modificabili e contrastabili attraverso periodici e accurati controlli medici, quali ad esempio l’ipertensione arteriosa e l’ipercolesterolemia, oltre alle eventuali malformazioni congenite paucisintomatiche, è ormai diffusa anche in età pediatrica.
Per questo occorre una salvaguardia dello stato di salute cardiovascolare dei nostri ragazzi attraverso un controllo cardiologico accurato anche, e soprattutto, in pieno benessere".

"La visita cardiologica con elettrocardiogramma, il rilievo della pressione arteriosa, del peso corporeo, della colesterolemia e l’esecuzione di un ecocardiogramma sono esami semplici, non invasivi e alla portata economica di tutti. Forse sarebbe il caso di inserirli in un percorso di prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari al pari della vaccinazione obbligatoria in età pediatrica".

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