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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Aumento dei costi delle materie prime: la "Ragusa-Catania" a rischio?

L'allarme lo lancia Confindustria con Antonello Biriaco. I rincari potrebbero scoraggiare le imprese a partecipare alla gara per la realizzazione della superstrada

Il percorso tortuoso per realizzare uno dei più importanti nodi di collegamento del sud est siciliano sembra non essere terminato. Dopo decenni di attesa è stata finalmente pubblicata la gara per la realizzazione della Ragusa Catania ma, adesso, suona un nuovo campanello d'allarme: il rincaro dei costi delle materie prime. Un innalzamento dei prezzi che inficierebbe sulla presentazione della gara delle varie aziende interessante. Queste ultime, infatti, potrebbero ritenere anti economica la gara evitando quindi la partecipazione.

Il presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco ha affrontato il problema: "Su questo collegamento viario si sta consumando un vero e proprio paradosso; abbiamo accertato, infatti, che la pubblicazione della gara d'appalto è avvenuta con un importo sottostimato, ancorché basato su un prezzario formalmente utilizzabile, ma di fatto non aggiornato alla luce dell'escalation dei prezzi delle materie prime. Questa condizione di fatto sta inibendo la partecipazione delle nostre imprese alla gara per l'impossibilità di sostenere l' aumento incontrollato dei costi che annullerebbe del tutto i ricavi. Parliamo di aumenti che solo per l'acciaio hanno determinato un'impennata del 70% dei costi, per il legname del 78% e  per il bitume del 36%".

Così arriva l'appello di Confindustria: "Riteniamo, quindi, che sia fondamentale intervenire subito e chiediamo al presidente Nello Musumeci, nel suo ruolo di Commissario straordinario per la realizzazione della Ragusa Catania,  di procedere con la revoca della gara per consentire alle stazioni appaltanti di aggiornare i prezzi e di renderli coerenti con i reali prezzi di mercato e per garantire alle imprese il loro diritto alla libera concorrenza".

"Questa revoca è ancor più urgente e giustificata per l'imminente adozione da parte dell'Anas di un nuovo prezziario - aggiunge Biriaco - aggiornato in seguito al recente decreto del Governo del 2 maggio scorso, che prevede incrementi infrannuali dei prezziari delle materie prime per assicurare un allineamento con i costi di mercato. Bisogna anche considerare che  su questo appalto è stato avviato un ricorso, ancora in itinere,  che a maggior ragione giustificherebbe una sua revoca in attesa delle decisioni della giustizia amministrativa".

Si riuscirà ad uscire da questa impasse? Lo sperano i tanti pendolari e le tante imprese che percorrono quotidianamente una linea di collegamento pericolosa, inadeguata e da terzo mondo.

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