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Rapiscono un pasticciere siciliano a Pomezia: bloccati e arrestati otto catanesi

In base a quanto ricostruito dai carabinieri, i malviventi avrebbero rapito il pasticciere per ottenere la restituzione di un debito di oltre 100 mila euro contratto, per motivi in corso di accertamento, dalla famiglia dell'ostaggio

I carabinieri del comando provinciale di Messina hanno arrestato nella notte otto catanesi accusati di sequestro di una persona a Pomezia, in provincia di Roma, nei confronti di un pasticciere 63enne di origini sempre siciliane. L’uomo, nel primo pomeriggio del 3 marzo si trovava presso la sua abitazione a Torvajanica, quando è stato avvicinato da due soggetti che, dopo averlo prelevato con la forza, lo hanno caricato a bordo di un'auto e, con l'aiuto di altri complici a bordo di un’altra macchina, lo hanno portato via.

A dare l’allarme sono stati alcuni testimoni che hanno raccontato quanto visto ai carabinieri. Grazie poi alle immagini delle telecamere presenti nella zona, i carabinieri della compagnia di Pomezia di individuare subito i mezzi utilizzati, ovvero due Mercedes classe A.

E’ iniziata così una vera e propria caccia all’uomo che ha consentito anche di individuare le due auto lungo la Salermno Reggio Calabria. Le due vetture sono state così intercettate davanti alla stazione ferroviaria di Villa San Giovanni, dove venivano raggiunte dai complici. I carabinieri a quel punto hanno notato che la vittima veniva trasferita, sempre con violenza, sulla Fiat Punto e che le tre autovetture si imbarcavano su una nave della società Caronte dirette in Sicilia. Così, quando le tre vetture sono sbarcate, i xarabinieri, sono intervenuti bloccandole.

In manette: Francesco Cuffari, 28 anni, Gaetano Ferrara, 28 anni, Marco Guerrera, 28 anni, Simone Guglielmino, 22 anni, Francesco Maurizio Perna, 37 anni, Antonino Ivano Santangelo, 27 anni, Luca Davide Sardo, 26 anni, Concetto Zanti, 51 anni, tutti di Catania.

In base a quanto ricostruito dai carabinieri, i malviventi avrebbero rapito il pasticciere per ottenere la restituzione di un debito di oltre 100 mila euro contratto, per motivi in corso di accertamento, dalla famiglia dell’ostaggio. Tutti e otto sono stati rinchiusi nel carcere di Messina-Gazzi con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso.

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