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Rubavano nelle banche bolognesi a viso scoperto e con abiti eleganti: arrestati anche 4 catanesi

A compiere materialmente la rapina erano i due incensurati della banda, che entravano in banca a volto scoperto, senza armi, con abiti eleganti e colla sulle dita delle mani per non lasciare impronte. I complici restavano fuori a fare i 'pali'

Stavano entrando in una banca per mettere a segno un colpo ma sono stati fermati dagli uomini della squadra mobile della polizia di Bologna che li hanno arrestati. Protagonisti della vicenda - come si legge in una nota della Questura bolognese - "sei pregiudicati italiani, quattro catanesi e due bolognesi, esperti in rapine ai danni di istituti di credito". Fatale, ai sei, l'ultimo colpo che la banda ha cercato di mettere a segno, lo scorso 2 ottobre, ai danni della sede centrale della Cassa di Risparmio di Ferrara quando sono stati bloccati dall'intervento dei poliziotti.

Allo stesso sodalizio criminale le indagini condotte dagli investigatori hanno permesso di attribuire altre rapine avvenute a Bologna prima dell'estate.

Blitz anti-rapina a Bologna - Video

L'operazione della squadra mobile

L'operazione avviata dalla squadra mobile e coordinata dalla Procura, ha preso le mosse lo scorso giugno, alla luce di una rapina ai danni di una filiale della Banca Popolare di Milano. In base agli elementi raccolti nelle prime fasi dell'indagine gli agenti hanno focalizzato la loro attenzione su un gruppo di personaggi catanesi e su due bolognesi che fungevano da basisti della banda: da quel momento non sono stati più persi di vista e tutti i loro spostamenti sono stati registrati fino ad arrivare al blitz anti-rapina dello scorso 2 ottobre. L'intervento ha visto impegnati circa 20 poliziotti: uno dei rapinatori è stato bloccato da una funzionaria pochi istanti prima che facesse ingresso all'interno della banca. 

La banda in azione

A compiere materialmente la rapina erano i due incensurati della banda, che entravano in banca a volto scoperto, senza armi, con abiti eleganti e colla sulle dita delle mani per non lasciare impronte. I complici restavano fuori a fare i 'pali' e agevolare la fuga con il bottino.

Gli arrestati sono i catanesi Giuseppe Borchiero, 29 anni, soprannominato Harry Potter e ritenuto dagli investigatori il 'capobanda', Gabriele Lo Bianco, 35 anni, Giovanni Fiorenza, 26 anni e Luigi Grasso, 23 anni, tutti con precedenti; inoltre il bolognese Gabriele Ganassi, 38 anni e il tarantino Carmelo Galeandro, 44 anni, incensurati e residenti in città.

Dopo la cattura in flagranza, sono stati raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare in carcere del Gip Francesca Zavaglia su richiesta dei Pm Flavio Lazzarini e Valter Giovannini, che hanno coordinato l'indagine. I due residenti a Bologna sono ritenuti i 'basisti' locali della banda, mentre i complici erano 'trasferitisti' che salivano dalla Sicilia per fare le rapine. Gli investigatori li sospettano di altri due 'colpi': alla Banca Popolare di Milano di via Dozza (14 giugno, bottino circa 100.000 euro) e alla Cassa di Risparmio di Ravenna (28 luglio, bottino 73.000 euro).

L'indagine

L'indagine ha preso le mosse dalla targa di un'auto che era stata vista allontanarsi dopo la rapina di luglio, risultata in uso al pugliese. Con intercettazioni telefoniche, ambientali e apparecchi Gps installati su alcuni mezzi, i poliziotti hanno cominciato a tenere monitorati tutti gli spostamenti della banda, che a fine settembre avrebbe progettato una rapina in una banca di Cervia, nel Ravennata, poi sfumata in favore di quella del 2 ottobre in via Mazzini a Bologna. "Siamo pronti a zampognare" si dicono fra loro alcuni componenti del gruppo in una conversazione intercettata dalla polizia, lasciando intuire che erano prossimi a un nuovo assalto.

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