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Cronaca San Leone / Via Palermo

Assalto armato in un distributore di via Palermo: preso il secondo rapinatore

L'uomo era rimasto ferito a seguito di un colpo di fucile accidentalmente esploso nella fase di fuga con uno scooter, quando entrambi i malviventi erano caduti a terra

La polizia su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania ha eseguito la misura  di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale nei confronti di P. G., classe ’88, in quanto gravemente indiziato, di una rapina commessa la notte del 12 ottobre scorso, nonché dei delitti di porto in luogo pubblico di arma clandestina con relativo munizionamento e ricettazione, reati posti in essere in concorso con il pluripregiudicato Giovanni Spina, classe ’89, già destinatario di analoga misura eseguita il decorso 26 ottobre.

Spina, in sede di interrogatorio, oltre ad ammettere di avere commesso i delitti contestatigli (due rapine del 4 e del 12 ottobre scorsi; porto di arma clandestina e ricettazione della stessa), avrebbe riferito di avere commesso la rapina del 12 ottobre 2022 in concorso con P.G., a sua volta rimasto ferito a seguito di un colpo di fucile accidentalmente esploso nella fase di fuga con uno scooter, quando entrambi i malviventi erano caduti a terra.

Il provvedimento restrittivo del massimo rigore è stato emesso all’esito di indagini coordinate dalla Procura e svolte dalla squadra mobile - sezione reati contro la persona, sessuali e in danno di minori -, avviate lo scorso 12 ottobre, intorno alle ore 23:15, a seguito di una segnalazione pervenuta al 112, circa la consumazione di una rapina all’interno di un distributore di carburante, ubicato in via Palermo, da parte di due uomini armati, luogo in cui la sala operativa della Questura ha inviato degli equipaggi al fine di constatare l’accaduto.

E' stata la polizia a rinvenire sul manto stradale di una via limitrofa numerosi pacchetti di sigarette di varie marche, danaro in monete e un cassetto di un registratore di cassa, dando così da subito un valido spunto alle indagini. Nel corso delle successive indagini e alla disamina delle riprese di sistemi di video sorveglianza, è stato poi recuperato un sacco dell’immondizia, con all’interno l’abbigliamento indossato dagli autori della rapina, in parte intriso di tracce ematiche.

Dall’analisi delle diverse registrazioni riprese dai sistemi di videosorveglianza si è appurato, inoltre, che gli autori della rapina, P.G. e Giovanni Spina, nel corso della fuga successiva alla commissione del predetto delitto, avevano perso l’arma in precedenza utilizzata, risultante essere un fucile da caccia con canne e calcio segati e con matricola abrasa, arma rinvenuta da un addetto alla raccolta dei rifiuti, a sua volta tratto in arresto il 13 ottobre scorso per il reato di detenzione e porto di arma clandestina e ricettazione, per essersi impossessato dell’arma stessa. L'arrestato, dimesso dall'ospedale a seguito delle lesioni riportate per quella esplosione accidentale di un colpo proveniente dalla medesima arma utilizzata per la commissione della rapina del 12 ottobre, è stato accompagnato prima, per le formalità di rito, presso gli uffici della squadra mobile ed una volta espletate le stesse, tradotto presso la casa circondariale di piazza Lanza a disposizione dell’Autorità giudiziaria procedente.

La legale di Spina: "Il complice aveva già ammesso le proprie responsabilità"

La legale di Giovanni Spina precisa che l’interrogatorio del suo assistito è avvenuto ben 13 giorni dopo quello dell'altro indagato. Ed è stato il 34enne a rendere per primo dichiarazioni all’autorità giudiziaria, ammettendo gli addebiti e fornendo dettagli della rapina nel corso della quale in maniera accidentale è rimasto ferito da un colpo di fucile. Spina, dopo la misura cautelare, ha quindi solo confermato quanto già ricostruito dai poliziotti nel corso delle indagini.

Parziale rettifica del 18 ottobre 2022

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