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Foto archivio

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Autotrasportatori sequestrati per ore e derubati, sgominata banda di rapinatori di tir

La squadra di rapinatori aveva come target esclusivo gli autotrasportatori impegnati nella distribuzione di ingenti quantitativi di prodotti alimentari, che venivano selezionati tramite diverse settimane di osservazione

La squadra mobile di Catania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania nei confronti di Sebastiano Bellardita, Giovanni Drago, Rosario Drago, Lorenzo Giuffrida, Sebastiano Giuffrida, Michele Lombardo e Felice Pollicano Campisi, tutti ritenuti responsabili a vario titolo ed in concorso tra loro di rapina aggravata. L’operazione di polizia giudiziaria è scaturita da un’articolata indagine, condotta da squadra mobile e squadra antirapine avviata nel mese di giugno 2020 dopo una violenta rapina subìta da un autotrasportatore nella zona industriale di Catania. Fin dalle fasi iniziali delle indagini, in relazione alla caratura criminale dei soggetti coinvolti, è apparso evidente agli investigatori che si aveva a che fare con un gruppo ben organizzato, con parechia esperienza alle spalle. Ciascuno ricopriva un ruolo ben definito. La squadra di rapinatori aveva come target esclusivo gli autotrasportatori impegnati nella distribuzione di ingenti quantitativi di prodotti alimentari, che venivano selezionati tramite diverse settimane di osservazione per studiarne orari, percorso e tabella di marcia e riducendo così al minimo il margine di errore nell' esecuzione del colpo.

Autisti in ostaggio

La fase successiva era quella dell' assalto vero e proprio. Gli indagati agganciavano le vittime prevalentemente lungo la tangenziale del capoluogo etneo, anche in presenza di forte affluenza di traffico. Dopo un breve pedinamento con vetture con targhe contraffatte, sbarravano quindi la strada all’autoarticolato che era costretto a fermarsi in mezzo alla carreggiata. Ottenuto il comando del mezzo, la vittima veniva minacciata con una pistola, privata del suo telefono cellullare ed incappucciata per evitare che vedesse e memorizzasse il percorso effettuato per raggiungere il sito prescelto per il trasbordo della merce. Durante le operazioni di scarico della merce, che richiedevano anche diverse ore, l'autista era tenuto in ostaggio da uno dei complici che lo costringeva a rimanere immobile minacciandolo con una pistola. Alla fine, l’autotrasportatore veniva incappucciato e abbandonato lontano dal luogo della rapina.

L'uso dei  "jammer" per disattivare il satellitare

In questo strutturato modus operandi, è apparso singolare che il gruppo utilizzasse dei dissuasori di onde elettromagnetiche, in gergo denominati "jammer" che, una volta azionati, inibivano l’attivazione del sistema di localizzazione satellitare presente sull’autoarticolato, rendendo di fatto impossibile ricostruire ex post il tragitto effettuato dal mezzo. Nel corso dell’attività investigativa, in occasione della rapina commessa ad un altro autotrasportatore, alcuni degli indagati sono stati arrestati in flagranza di reato, nel momento in cui stavano effettuando il trasferimento della merce su un altro mezzo. In tale contesto, al gruppo criminale sono state sequestrate le attrezzature necessarie per commettere le rapine, ossia due inibitori di segnale, una pistola a salve, passamontagna e guanti da lavoro. Al termine delle formalità di rito, gli indagati sono stati condotti in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sempre oggi, la polizia di Stato ha eseguito a livello nazionale 160 ordinanze di custodia cautelare in carcere in tutta Italia, tra cui Catania, con sei diverse operazioni dedicate a furti e rapine.

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