Rapinavano aziende farmaceutiche tra Nord e Sud: tre arresti

Arrestati tre pregiudicati identificati come i responsabili della rapina consumata il 27 gennaio 2011 presso il centro di distribuzione farmaci "Sofarma Morra S.p.A.". I capi di imputazione loro attribuiti sono di tentata rapina pluriaggravata in concorso

Alle prime luci dell’alba di martedì 24 aprile 2012, a Catania, i Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Bologna col supporto dei militari del Comando Provinciale CC di Catania hanno tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, 3 pregiudicati del luogo (R.M. Rosario, 58enne di Aci Catena, F.C., 58enne di Nicolosi e S.F., 45enne di Aci Catena) identificati come i responsabili della rapina consumata il 27 gennaio 2011 presso il centro di distribuzione farmaci “Sofarma Morra S.p.A.”, ubicato a Minerbio (BO) in via Ronchi Inferiore 30/f.

I capi di imputazione loro attribuiti nell’ordinanza emessa il 18 aprile scorso dal GIP del Tribunale di Bologna, Dott. Bruno Giangiacomo, in accoglimento delle risultanze investigative prodotte dagli investigatori dell’Arma sotto il coordinamento dei Sostituti Procuratori della Repubblica di Bologna – Dott. Gestri e Dott. Mescolini, sono infatti di tentata rapina pluriaggravata in concorso.

In quell’occasione, intorno alle 20, sette individui armati di pistola e con mani e volto coperto, irrompevano all’interno della ditta e - dopo aver immobilizzato otto dipendenti - accantonavano numerosi bancali di farmaci (del valore commerciale di oltre un milione di euro) con il proposito di caricarli su un automezzo. Il loro progetto criminoso veniva però vanificato dal sistema d’allarme, che consentiva il tempestivo intervento di una pattuglia della Stazione Carabinieri di Minerbio che riusciva a trarre in arresto, dopo un inseguimento per i campi, un componente della banda: C.R., 57enne pregiudicato di Aci Catena (CT), già giudicato con rito abbreviato e condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione. Gli altri complici riuscivano a fuggire.

Iniziavano così le indagini dei militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bologna e della Compagnia Carabinieri di Molinella, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, che nel corso dei mesi hanno consentito di identificare gli altri componenti della banda. Ad incastrarli sono stati soprattutto le attività tecniche sviluppate ed i risultati dei rilievi operati sul luogo del delitto dal personale specializzato della Sezione Investigazioni Scientifiche (S.I.S.) del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna.

E’ stato così delineato il modus operandi della banda e gli stratagemmi utilizzati per sviare  indagini delle forze polizia: le utenze telefoniche utilizzate - spesso intestate a identità fittizie (cittadini extracomunitari) - hanno reso estremamente complesso risalire ai reali utilizzatori, ma gli sviluppi investigativi hanno comunque consentito di accertare l’identità dei reali utilizzatori e la loro complicità  e partecipazione al delitto.

E’ stato infatti riscontrato che i malviventi si sono mossi sul territorio nazionale evitando spostamenti diretti fra la Sicilia e la zona in cui hanno tentato il colpo, utilizzando diversi mezzi di trasporto, anche pubblici: nello specifico si sono spostati in auto in Puglia (nella zona del foggiano), per poi proseguire in autobus fino a Napoli e poi in treno a Catania. Tragitto similare hanno compiuto nei giorni precedenti alla rapina, muovendosi dalla Sicilia a Minerbio facendo tappa intermedia nella provincia di Bari per poi risalire verso Bologna dall’autostrada “Adriatica”.

I tre malviventi, che annoverano vari precedenti di polizia e giudiziari anche per associazione di tipo mafioso (uno di loro è ritenuto contiguo alla famiglia mafiosa “LAUDANI” operante nel circondario catanese), sono stati così catturati dai Carabinieri presso le loro abitazioni ed associati presso la Casa Circondariale di Catania, dove rimarranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

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