Rapinavano banche, poste e gioiellerie: recuperati sei chili d'oro

Basisti e 'pendolari' col vizio delle rapine in banca, uffici postali, gioiellerie e furti in tabaccherie. L'attività condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Ravenna con l'ausilio dei colleghi di Catania si è conclusa con 9 arresti complessivi tra Ravenna e Catania e vari chili di oro e gioielli sequestrati

Rapinavano un po' di tutto. Dalle banche agli uffici postali, dalle gioiellerie alle tabaccherie. Una banda specializzata è stata sgominata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna. L'attività si è conclusa con sette arresti (cinque in flagranza e quattro in esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere) tra Ravenna e Catania, tra basisti e trasfertisti.

Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati anche vari chili di oro e gioielli, frutto di una serie di colpi. I particolari dell'operazione sono stati resi noti alla presenza del procuratore capo Alessandro Mancini.

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, la banda è artefice del violento assalto messo a segno il 30 giugno del 2014 alla gioielleria "Barbieri" in via Romea Sud, che aveva fruttato un bottino di 6 chili d'oro, per un totale di 200mila euro, e il 21 luglio dello stesso anno, alla gioielleria “Montanari e Felloni” di Alfonsine. Nella rapina all'oreficeria di Alfonsine, è stata rubata la somma di 1.800 euro, poiché il proprietario non aveva le chiavi della cassaforte. Anche in questa occasione sia il proprietario che un cliente furono picchiati. Nelle due rapine gli autori erano armati di pistole giocattolo, andate in frantumi durante l’aggressione agli orefici. Tra gli arrestati anche i responsabili del fallito colpo all'ufficio postale di Villanova di Bagnacavallo la mattina del 2 dicembre scorso.

RAPINE IN GIOIELLERIA - Entrambe le rapine sono state realizzate con la tecnica del “buco”, consistita nel realizzare un foro tra la parete della gioielleria ed un locale attiguo solitamente vuoto, per poi introdursi all’interno del locale prima dell’ orario di apertura e sorprendere il titolare nel momento in cui disattivava il sistema di allarme. Le particolari modalità di esecuzione delle rapine, hanno permesso di focalizzare le indagini su alcuni soggetti conosciuti, di origine catanese residenti nel ravennate, Marcello Giannino e Carmelo Di Mauro (già arrestati per il tentato furto al Monte dei Paschi di Siena di Forlì nel 2013, utilizzando la stessa tecnica del buco).

RAPINE IN BANCA - La incessante, puntuale attività di accertamento ed analisi correlata a servizi di osservazione e pedinamento, ha permesso di individuare in Carmelo Di Mauro uno degli autori della rapina commessa il 30 novembre del 2012 a Ravenna alla Cassa di Risparmio di Cesena in via Cavina. L’intensa e qualificata attività del Nucleo Investigativo era stata suggellata il 2 dicembre scorso con l’arresto in flagranza di Marcello Giannino, Carmelo Di Mauro e Rosario Francesco Spampinato, mentre tentavano di rapinare l’ufficio Postale di Villanova di Bagnacavallo. I successivi laboriosi accertamenti hanno consentito l’individuazione di un quarto complice Comis Salvator ritenuto colui il quale aveva provveduto a realizzare un duplicato della chiave a doppia mappa, relativa alla porta dell’ufficio postale, utilizzata nello specifico dal Di Mauro, per accedere all’interno, dell’ufficio postale. Lo stesso giunto a Ravenna da Catania, effettuava un sopralluogo presso l’ufficio Postale, per fare ritorno nel capoluogo Etneo e confezionare la chiave, che affidava al rapinatore “trasfertista” Spampinato Rosario Francesco

FURTO IN TABACCHERIA - Nel contesto dell’attività investigativa “attenzionando” un altro soggetto catanese, Maurizio Santangelo, a stretto contatto con Marcello Giannaino e Carmelo Di Mauro, gli inquirenti sono riusciti a fermare un cittadino albanese, perché responsabile del furto perpetrato il 19 dicembre scorso alla Tabaccheria Evangelista di Ravenna, piazza Mameli, con il recupero dell’intera refurtiva costituita da sigarette e “gratta e vinci.”

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