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Commettono rapine violente durante il primo lockdown: tre arresti

Gli agenti della squadra mobile hanno messo fine all'escalation criminale di Nicolò Zagame e dei suoi complici Luciano Bongiorno e Daniela Maria Rita Bertolo

Lo scorso 15 dicembre, su delega della Procura della Repubblica di Catania, la polizia di Stato ha fatto luce su diverse rapine messe a segno durante il primo lockdown: arrestatndo il rapinatore seriale e i suoi complici.  I colpi, particolarmente cruenti, sono stati messi in atto tra il mese di marzo e di aprile 2020, durante l’emergenza sanitaria. I destinatari della misura cautelare disposta dal Gip sono: Nicolò Zagame (del 1978), pregiudicato; Luciano Bongiorno (del 1960); Daniela Maria Rita Bertolo (del 1980). Il provvedimento restrittivo compendia gli esiti delle indagini condotte dalla Squadra Mobile-Squadra Antirapine, avviate a seguito di una violenta rapina commessa la mattina del 18 marzo 2020 al gestore di un’edicola della città, il quale a seguito dell’aggressione fisica subita è stato trasportato al Policlinico riportando gravi e varie lesioni. La vittima, raccontando l’episodio, ha riferito di essere stato afferrato al collo, di essere stato colpito al volto con un pugno e di essere stato minacciato in dialetto siciliano con la seguente espressione: “Statti femmu non ti moviri altrimenti ti sparo, dammi tutti i soldi che hai in cassa”. Le attività investigative hanno consentito di identificare il violento autore della rapina in Nicolò Zagame, all’epoca dei fatti sottoposto alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali e la sua complice,Daniela Maria Rita Bertolo, che con la propria auto è rimasta ad attenderlo durante l’attività criminosa.

Analoga violenza sulle vittime è stata adoperata la mattina del 9 aprile 2020, nei confronti del titolare di una farmacia cittadina la cui unica colpa è stata quella di rifiutarsi di consegnare il denaro richiesto da Nicolò Zagame, il quale in quell'occasione gli aveva puntato una pistola. Il farmacista è stato colpito al volto ed in altre parti del corpo con il calcio dell’arma, riportando diverse lesioni che ne hanno richiesto il trasporto presso il più vicino nosocomio. Anche in questa circostanza la Squadra Mobile ha ricostruito la dinamica dell’accaduto, che è stato ricondotto con certezza allo stesso autore e ad un nuovo complice, Luciano Bongiorno, che ha accompagnato Zagame sul luogo della rapina con la sua vettura e lo ha atteso all’esterno. A distanza di pochi giorni, lo stesso Zagame ha messo a segno un’altra rapina all’interno di un panificio dove, con la minaccia dell’arma, ha costretto i dipendenti a consegnare tutto il denaro. Sebbene con il volto travisato, l'uomo è stato ripreso dalle telecamere interne del panificio con indumenti identici a quelli utilizzati in altre rapine, fugando qualsiasi dubbio circa il suo effettivo coinvolgimento.

Nei giorni successivi, Nicolò Zagame ha commesso altre due rapine a due distinti esercizi commerciali con dinamiche simili a quelli posti in essere nei giorni precedenti. La notte del 27 aprile il personale della Squadra Mobile lo ha arrestato subito dopo aver commesso un furto con "spaccata" in una farmacia del quartiere San Giorgio, utilizzando una Fiat Uno rubata, come ariete per infrangere la vetrina dell’esercizio commerciale. In quella occasione, Nicolò Zagame è stato intercettato nella via di fuga e fermato nei pressi della propria abitazione. All'uomo, già detenuto per altra causa, è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere, mentre ai suoi complici, quella degli arresti domiciliari.

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