Rapine violente in centro storico: identificati e arrestati

La polizia ha ricostruito 8 episodi riconducibili ai pregiudicati Abdoulaye Thiam (senegalese del 1982) e Saikou Mareiva (gambiano del 1998)

La polizia non ferma la sua attività di contrasto al crimine, nonostante sia impiegata in maniera significativa nei controlli per rendere efficaci le misure in materia di coronavirus. Il questore di Catania Mario Della Cioppa ha richiesto al capo della squadra mobile Marco Basile di garantire adeguati servizi antirapina mediante personale in borghese, proprio diretti ad evitare che pregiudicati e sbandati possano approfittare della pochissima presenza di persone su strada per effettuare atti predatori nei riguardi degli esercizi legittimamente aperti per servizi essenziali quali, ad esempio, tabaccherie e farmacie.

Ed è nel contesto di questi servizi che i poliziotti della Mobile hanno tratto in arresto i pregiudicati Abdoulaye Thiam (senegalese del 1982) e Saikou Mareiva (gambiano del 1998), entrambi senza fissa dimora, perché ritenuti responsabili del reato di rapina aggravata. Lo scorso 20 marzo, infatti, personale della Squadra Mobile ha eseguito il fermo indiziario a carico dei due poiché ritenuti responsabili, a vario titolo, di 8 rapine, alcune anche violente, commesse ai danni di alcuni passanti e consumate nel centro di Catania in orari notturni. L’attività investigativa è iniziata anche dalle numerose denunce presentate da dalle vittime che hanno riferito di aver subito la rapina a opera di una coppia di cittadini extracomunitari. In proposito personale della Squadra Mobile, valutando le analogie del modus operandi, ma soprattutto in considerazione delle descrizioni somatiche degli autori, hanno intrapreso un’attività di indagine finalizzata all’identificazione dei responsabili degli episodi delittuosi che stavano terrorizzando un intero quartiere del centro di Catania. Le vittime delle rapine infatti hanno riferito di essere stati aggrediti, in alcuni casi in maniera violenta, in orari notturni, da due uomini di etnia africana che, dopo averli “agganciati” con una scusa banale (come chiedere l’ora o una sigaretta), immobilizzavano o picchiavano i malcapitati per sottargli il cellulare o altri effetti personali. In alcuni casi le rapine sono state consumate sotto la minaccia di un coltello puntato al petto, o con violenza, con pugni e calci sferrati al volto e al costato o colpendo la vittima alla testa con una bottiglia. Il susseguirsi di episodi, che hanno visto coinvolte come vittime anche anziani e studentesse, ha fatto sì che l’attività di indagine si concentrasse su alcuni pregiudicati, conosciuti in quanto autori di episodi similari e, soprattutto, che le azioni predatorie fossero immediatamente represse con urgenti provvedimenti.

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I ”Falchi” della Squadra Mobile hanno quindi focalizzato l’attenzione su alcuni cittadini stranieri e, dopo aver sottoposto in visione un album fotografico alle vittime, si è proceduto al riconoscimento degli autori in oggetto segnalati. La Procura della Repubblica, condividendo il quadro probatorio fornito dagli investigatori, ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto per i due cittadini stranieri i quali, pur senza fissa dimora, sono stati rintracciati nel centro cittadino, in cerca di un’altra vittima da colpire. Al momento, sono otto gli episodi ricostruiti con certezza, ma sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati a verificare la responsabilità degli attuali indagati in altre azioni predatorie consumate nel capoluogo etneo. Per gli arrestati è scattata la custodia cautelare in carcere.

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