Cronaca

In manette banda di rapinatori violenti, picchiavano e legavano le loro vittime

Non guardavano in faccia nessuno pur di mettere a segno i loro colpi: anziani picchiati e legati, coltelli e pistole puntati in faccia durante le rapine. C'è persino una donna tra le 10 persone finite in manette nell'ambito dell'operazione Cowards

Nicolosi, all’epoca dei fatti era agli arresti domiciliari, ed aveva il ruolo di ideatore e promotore dei reati da portare a termine, utilizzando la propria abitazione come una sorta di “quartier generale”, in cui gli altri si riunivano per organizzare la messa a punto dei colpi, curando le attività preliminari come l’individuazione dei bersagli, gli appostamenti per comprendere le abitudini delle vittime, la duplicazione delle chiavi di ingresso delle abitazioni prese di mira.

INTERCETTAZIONI -VIDEO 1

INTERCETTAZIONI -VIDEO 2

La attività tecniche hanno permesso di far luce su due rapine commesse ai danni di anziane vittime, sorprese all’interno delle loro abitazioni, rispettivamente nel febbraio e nell’aprile del 2016. In particolare, la prima è stata messa in atto a Catania la sera del 19 febbraio scorso. I rapinatori avevano colpito al volto una delle due vittime, immobilizzandola con nastro isolante, mentre l’altra era stata costretta ad aprire la cassaforte dalla quale veniva rubata la somma complessiva di 7 mila euro e altri preziosi.

Giuseppe Zappalà, approfittando dei lavori edili effettuati con il padre muratore presso l’abitazione delle due vittime, aveva duplicato le chiavi d’ingresso e studiato bene la situazione, per poi procedere a colpo sicuro. Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno consentito agli agenti di individuare l'abitazione delle vittime.

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