Reato elettorale Lombardo: 12 intercettazioni telefoniche e ambientali

Il giudice monocratico deciderà nella prossima udienza, fissata per il 17 febbraio, sull'ammissibilità al dibattimento di 12 intercettazioni telefoniche e ambientali

Seconda udienza questa mattina davanti alla quarta sezione del giudice monocratico, del processo per reato elettorale al presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa.

"Il dissidio sta nella interpretazione della sentenza del 2010 della Corte di Cassazione, che è stata molto rigorosa circa l'ammissibilità di prove di altri processi. Noi divergiamo dall'idea del pubblico ministero e consideriamo inammissibili tutte le intercettazioni, dovunque e comunque siano state prese". Lo ha affermato il legale del presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, avv. Guido Ziccone, al termine dell'udienza.

"Secondo noi - ha aggiunto Ziccone - lo dice la legge: la sentenza del 2010 ad avviso della difesa ha dato una interpretazione tranciante per cui soltanto per i reati che consentono l'arresto obbligatorio sono possibili le intercettazioni. La sentenza 2010 ha corretto orientamenti della Cassazione che limitavano questo 'sbarramento' ad alcune ipotesi e qui stà la divergenza tra la difesa e l'accusa". "Noi - ha proseguito Ziccone - siamo sempre tranquilli, anche le intercettazioni non ci preoccupino molto. Sono intercettazioni che secondo noi non dimostrano niente. L'accusa le vorrebbe per un esame più approfondito della verità, noi siamo per un processo il più celere possibile e questa è la ragione per la quale vorremmo che il processo finisse presto". "Da quello che io so e da quello che mi ha dichiarato - ha concluso Ziccone - il presidente Lombardo vuole essere, quando è possibile per lui, libero da impegni istituzionali o vuole organizzarli in modo tale da partecipare a questo processo".

Il giudice monocromatico del tribunale Michele Fichera, ha rigettato l'istanza di costituzione di parte civile dell'associazione "primo consumo". Secondo il giudice, gli interessi tutelati dall'associazione di consumatori escono fuori dai temi del processo e pertanto non è ammissibile la sua costituzione come parte offesa. L'udienza è poi proseguita con la discussione sui mezzi di prova proposti dai pm, i procuratori aggiunti Carmelo Zuccaro e Michelangelo Patanè, che hanno chiesto la trascrizione delle intercettazioni ambientali, che non riguardano solo quelle del 2008, ma anche quelle degli altri anni relativi anche ad altre competizioni elettorali, in cui gli imputati avrebbero chiesto il sostegno elettorale ad esponenti della criminalità organizzata.

In tutto sarebbero dodici le intercettazioni, fatte a personaggi della mafia, riguardano quelle del aprile, maggio e giugno 2007 collegate alle amministrative, poi quelle delle politiche del 2008 e per finire quelle delle europee del 2009.  Il giudice monocratico deciderà nella prossima udienza, fissata per il 17 febbraio, sull'ammissibilità al dibattimento di 12 intercettazioni telefoniche e ambientali chiesta dai pm e invece ritenute inammissibili dalla difesa. Fichera ha inoltre fissato le date per le prossime udienze per il 6 e 16 marzo.
 

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