"Reclutamento universitario: è emergenza", l'ateneo "vola" verso le elezioni

Le dure parole di Giambattista Sciré, dell'associazione Trasparenza e Merito, sul "sistema" Catania e sulle recenti scelte dell'università

Dopo il terremoto derivante dall'inchiesta "Università Bandità" - che è proseguita con alcune "scosse di assestamento" che hanno messo nel mirino anche l'ex sindaco Bianco e il suo ex assessore Licandro - l'ateneo di Catania va, a grandi falcate, verso le famigerate e contestate elezioni che si terranno il 23, 26 e 29 agosto, e il 2
di settembre.

A contendersi il ruolo di "magnifico" saranno i professori Salvo Barbagallo, Vittorio Calabrese, Agatino Cariola, Francesco Priolo, Roberto Purrello.

Ma proprio sulla tempestica, da molti considerata troppo affrettata, sono piovute le polemiche. L'associazione Trasparenza e Merito, rappresentata da Giambattista Sciré, ha sottolineato a più riprese che solo il rettore o il prorettore possono avere il potere di indire nuove elezioni e ha chiesto il commissariamento.

Video | L'intervista a Sciré (Trasparenza e Merito)

"E' nelle prerogative del ministero, che ha compiti di vigilianza e controllo - spiega Sciré - poter essere nelle condizioni di destituire un rettore per motivi gravi e di commissariare un ateneo, è una procedura che può essere fatta".

Sullo stesso fronte il Codacons, che ha chiesto l'intervento dell'Anac, e l'associazione Tra-me che ha chiesto di fermare "elezioni viziate in partenza, con futuri elettori e aggregatori di voti oggi sotto indagine per corruzione e abuso d'ufficio".

A suffragrare l'ipotesi della validità di un commissariamento ci sarebbe un decreto luogotenenziale del 1944 che darebbe la possibilità di procedere, nel caso di "gravi motivi" e reiterate violazioni di legge, all'invio di un commissario.

Proprio per "rispondere" in un certo senso alle polemiche in atto il decano Vincenzo Di Cataldo ha inviato una lunga e articolata mail a tutta la comunità dell'ateneo (studenti, docenti e personale amministrativo) per sostenere la regolarità dei tempi in merito all'indizione delle nuove elezioni.

"Proprio perché legittimato a svolgere le funzioni di rettore - spiega Di Cataldo - il decano aveva ed ha il potere di convocare il senato accademico, e lo ha convocato. Il senato ha invitato il decano ad indire le elezioni. E il decano le ha indette. Tutto questo, secondo le norme indicate, e, ripeto, con il consenso unanime del senato, del direttore generale e dei dirigenti tutti dell’Ateneo. E, aggiungo, con piena informazione del ministro dell’Università".

Il decano ha anche detto che "in caso di cessazione anticipata del rettore dalla carica, esiste un interesse forte dell’Ateneo ad avere presto un nuovo rettore. Esiste un interesse forte dell’Ateneo a far durare il meno possibile la gestione interinale del decano, che deve limitarsi all’ordinario, e quindi non può valorizzare adeguatamente le risorse e le capacità dell’ateneo con nuove iniziative".

Quindi si andrà avanti senza e senza ma. E anche in questo caso al Miur pare che ci sia una spaccatura sul fronte governativo con il ministro leghista Bussetti che avrebbe avvallato questo modus operandi e il vice ministro Fioramonti, dell'ala grillina, più critico e propenso al commissariamento.

Giambattista Sciré, il ricercatore che anni fa ha denunciato un concorso truccato per il quale è stata condannata la commissione esaminatrice, da tempo porta avanti battaglie sul merito e su un cambiamento all'interno degli atenei attraverso l'associazione Trasparenza e Merito.

"Il reclutamento è un sistema di emergenza costituzionale. Abbiamo letto le intercettazioni di Catania e il linguaggio e i metodi utilizzati ma ci sono altri casi in atenei come Tor Vergata e Bologna e non è stato fatto nulla. Si tratta di un sistema generalizzato", spiega il ricercatore che chiede chiarezza sopratutto al ministero.

"Si devono modificare le regole e compiere scelte chiare - prosegue Sciré sulle modalità di selezione di docenti e ricercatori -. Sento parlare da alcune parti della cooptazione e di renderla fattibile. A mio avviso quello sarebbe un dire "fate come volete", una corruzione estesa e legalizzata. Invece bisogna cambiare le regole, diminuire la discrezionalità delle commissioni, intervenire nelle procedure concorsuali e in tutte le sue fasi con griglie precise per i settori decise dal ministero, introdurre pesanti sanzioni come deterrente. In questo modo si può creare un cambio di mentalità culturale: i commissari devono sapere che se ci sono irregolarità pagheranno in prima persona e saranno gli stessi candidati che partecipano a chiedere trasparenza".

Tra un mese si voterà e l'associazione chiede ufficialmente ai candidati di rendere nota la loro visione sull'inchiesta "Università Bandita" e una posizione chiara e forte dell'ateneo, con una costituzione di parte civile nel processo che verrà celebrato.

La battaglia di Trasparenza e Merito prosegue. Molto probabilmente ci sarà un ricoso al Tar su queste elezioni e sugli ultimi sviluppi interni all'ateneo e nel mirino è finito anche il ministero per alcuni concorsi, riservati agli esterni, a cui avrebbero partecipato e vinto degli "interni" agli atenei violando la legge.

"Il Miur ha preso posizione con una nota molto discutibile - aggiunge Sciré - dove le sentenze della giustizia amministrativa erano state chiare in merito ai ricorsi. Stiamo vagliando questa situazione: il ministero deve dare controllo e garanzie e non violare la legge".

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