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Cronaca

Referendum abrogativi: la sentenza della Consulta e i quesiti ammessi

Sono intervenuti per un indirizzo di saluto l’avv. Francesca Gullotta, Presidente AIGA Catania, il dott. Francesco Mannino, Presidente del Tribunale di Catania e l’avv. Tiziana Aloisio, Consigliere COA di Catania

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Si è svolto venerdì 29 aprile presso la aula adunanze del Tribunale di Catania, l’incontro organizzato dall’AIGA - Associazione Italiana Giovani Avvocati, sezione di Catania, avente ad oggetto i Referendum abrogativi, le sentenze della Consulta ed i quesiti referendari.
Sono intervenuti per un indirizzo di saluto l’avv. Francesca Gullotta, Presidente AIGA Catania, il dott. Francesco Mannino, Presidente del Tribunale di Catania e l’avv. Tiziana Aloisio, Consigliere COA di Catania. L’incontro, moderato dall’avv. Antonio Gullotta, ha visto gli interventi dell’avv. Renato Radice (Dipartimento diritto Penale AIGA Catania) che ha illustrato alla platea l’approfondimento effettuato dai componenti del Dipartimento da lui coordinato, finalizzato alla stesura di un testo contente una esposizione chiara e concisa di tutti i quesiti, con particolare riferimento a quelli che hanno superato il vaglio costituzione e saranno sottoposti agli elettori domenica 12 giugno, (documento scaricabile gratuitamente accedendo al rinnovato sito aigacatania.it). L'avv. Sebastiano Astuto (AIGA Catania) nel suo intervento ha citato le norme costituzionali che regolano il referendum abrogativo e ha spiegato i criteri utilizzati dalla Corte Costituzionale per decretare l’ammissibilità dei quesiti referendari. A seguire poi gli appassionati interventi del dott. Fabio Regolo (Sost. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania) e dell’avv. Vittorio Basile (Vicepresidente Camera Penale “Serafino Famà” di Catania) che si sono concentrati in particolare sui quesiti referendari riguardanti la modifica dell’ordinamento giudiziario, spiegando, ognuno dal proprio punto di vista, le ragioni per il sì e le ragioni per il no. Ai partecipanti sono stati riconosciuti tre crediti formativi.

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