Referendum costituzionale e dimissioni Renzi, le considerazioni della politica catanese

Sono numerose le opinioni degli esponenti della politica catanese di fronte alla vittoria del No, alle dimissioni del premier Matteo Renzi e ai possibili scenari governativi futuri

Sono tante e variegate le reazioni all'indomani del referendum costituzionale del 4 settembre e della vittoria del No. Dopo una lunga battaglia refendaria e di fronte alle dimissioni del presidente del consiglio Matteo Renzi, abbiamo raccolto le opinioni dei principali esponenti della politica catanese.

Vincenzo Gibiino senatore di Forza Italia ha dichiarato:“Il risultato referendario di Catania, con il 74,7 per cento di No, evidenzia la netta determinazione e la consapevolezza di un elettorato che chiede alla politica un approccio concreto, ben diverso da quello dei partiti della maggioranza di governo, a Roma come a Palermo, volto a fare le cose che servono per davvero al Paese, ai nostri territori. Catania ha detto No a due anni di sole parole, ad un progetto riformatore sbagliato e inadeguato, ha detto No all’uomo solo al comando, al tentativo di depotenziare la democrazia”, lo dichiara il senatore Vincenzo Gibiino di Forza Italia. “Mesi e mesi a parlare di riforme costituzionali, di leggi elettorali, nei quali l’esecutivo ha perso di vista il Paese reale, che annaspa, che perde di competitività, che non ha lavoro – prosegue Gibiino –. I catanesi si sono posti delle domande, le più semplici ma le più concrete. L’Italia ha messo in campo iniziative a sostegno di chi produce e crea lavoro? L’Italia ha un piano per lo sviluppo infrastrutturale per il Mezzogiorno? L’Italia sta gestendo in modo virtuoso l’importante patrimonio turistico e culturale? Un’unica risposta: N. Da qui si deve ripartire. Servono governi composti da persone preparate, che lavorino, con dedizione, allo sviluppo del Paese, per ridare finalmente all’Italia tutto il lustro che merita”.

L'onorevole Michela Vittoria Brambilla ha affermato: “E’ stata una vittoria del presidente Berlusconi: è tornato in campo e, come sempre, ha fatto la differenza. Il voto gli restituisce la centralità che gli compete nella nuova fase politica". Così l’on. Michela Vittoria Brambilla commenta il risultato del referendum sulla riforma Renzi-Boschi, sonoramente bocciata dal voto popolare. "Quando il presidente Berlusconi è entrato in campagna elettorale due settimane fa con la prima partecipazione televisiva, i sondaggi davano il sì quasi alla pari del no. Ieri il distacco è stato di oltre 18 punti. Non c’è da stupirsene. La leadership del nostro presidente è determinante non solo per gli elettori di Forza Italia, che tante interessate speculazioni avevano provato a disorientare, ma per tutto il popolo di centrodestra, che in lui ritrova il leader naturale”.

IL COMMENTO DI NELLO MUSUMECI

L'onorevole Falcone capogruppo di Forza Italia all'Ars ha commentato così:“Il voto del referendum ci consegna un profondo desiderio di cambiamento, che va nella direzione contraria da quella indicataci da una riforma rabberciata. Il Paese reale ha vinto sul Paese legale, il popolo ha battuto il palazzo. Renzi e i transfughi del centrodestra sono stati miseramente puniti. Questa occasione di voto ha consentito al centrodestra di ritrovarsi coeso, e ha posto le basi per rilanciare una proposta politica che sarà quella del prossimo governo, a livello nazionale come in Sicilia. Inoltre, il plebiscito del No nella nostra terra, non indica soltanto l’insostenibilità della proposta riformatrice, ma evidenzia anche la scarsissima qualità dell’azione di governo sull’Isola, del Partito Democratico, dell’NCD e dei centristi di D’Alia”, lo dichiara l’onorevole Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars.

Manlio Messina, consigliere comunale d'opposizione e portavoce provinciale di Fratelli d'Italia alla luce dei risultati ha affermato:"Catania registra un record. Il 75% dei catanesi ha detto no ad una riforma costituzionale bugiarda ed autoritaria, ma soprattutto ha detto no a questa politica che governa la città, c'è voglia di cambiamento nella roccaforte della Catania Pd di Bianco. E' simbolica questa decisione popolare, ne prendano atto Bianco in primis e Crocetta a seguire, ritenuto che la Sicilia ha espresso un no forte al 70%. La politica di clientelismo e compromessi condotta dal pd autoritario per mantenersi a galla e per tenersi stretti i posti di potere non è passata inosservato ai siciliani e ancor di più ai catanesi”.

Il deputato alla Camera Angelo Attaguile, segretario nazionale di "Noi con Salvini" ha commentato l'esito referendario così:"In Sicilia e a Catania le percentuali raggiunte dal No sono da record e hanno un sapore del tutto particolareIl 71,58% nella Sicilia di Crocetta e il 71,41% nella Catania dei pezzi grossi del Pd  rappresentano un risultato davvero straordinario, chiaramente merito dell’ottima campagna d’informazione che abbiamo portato avanti con determinazione, passione e spirito di servizio assieme a Diventerà Bellissima, con Nello Musumeci in prima linea, Fratelli d’Italia e alcuni amici di Forza Italia. A differenza di Renzi e soci abbiamo puntato ad informare i cittadini sulle insidie che nascondeva la riforma costituzionale, piuttosto che a condizionarli. E siamo soddisfatti della presa di coscienza di tanti cittadini liberi”.

Basilio Catanoso deputato alla Camera di Forza Italia ha affermato : La Sicilia e le nostre città hanno detto No alla pasticciata e raffazzonata presunta riforma referendaria ma, al contempo,hanno espresso un voto chiaro che boccia senza appello i governi di centrosinistra: quello nazionale di Renzi con le sue promesse non mantenute, e quello siciliano del Centrosinistra e di Crocetta disastroso nelle poche scelte fatte e nei molti momenti di assoluta incapacità decisionale, dalle evidenti contraddizioni di una accozzaglia (per dirla alla Renzi…) di tante, scadenti individualità clientelari”.

Sui clamorosi dati siciliani e catanesi il coordinatore di Forza Italia ed europarlamentare catanese Salvo Pogliese ha detto:"Il vento è cambiato. Se la stragrande maggioranza degli italiani ha detto no a Renzi e alla sua dannosa riforma, il dato siciliano e soprattutto catanese, con il No che stravince nell’Isola superando il 70%, ben oltre la media nazionale, e con Catania che detiene con il suo 75 per cento di No il record nazionale tra i comuni capoluogo, è un chiarissimo segnale di cui Crocetta e Bianco devono prendere atto. E insieme a loro chi ha seguito il vento del renzismo e si è convertito sulla via di Damasco sacrificando coerenza e dignità per ottenere poltrone e strapuntini. Gli italiani si sono stufati, i siciliani e i catanesi non ne possono più, e lo hanno urlato forte e chiaro."

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