Avviata la refezione nelle 24 scuole catanesi con tempo pieno

Il comune di Catania ha deciso di siglare un accordo triennale con la società Gemeaz Cusin, che consegna i pasti nelle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado

Non importa che si tratti di tempo prolungato o di rientro pomeridiano, il pranzo consumato nelle scuole diventa un momento fondamentale nel quale si educano i bambini, soddisfacendo i loro bisogni. Con questa premessa, il comune di Catania ha deciso di siglare un accordo triennale con la società Gemeaz Cusin, che consegna i pasti nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo  grado.

Secondo il Preside Molino dell’Istituto Comprensivo Pelazzoli del Villaggio Sant’Agata, il pasto a scuola è un vero e proprio investimento “con ricadute didattiche e sociali” soprattutto in quei quartieri di periferia, dove i bambini rischiano di vivere in condizioni di disagio all'interno dell'ambiente familiare e non. Il dirigente illustra il metodo di funzionamento, chiarendo che sono gli stessi genitori che richiedono il servizio. Il Comune interviene con una quota che copre il 30% sul costo globale, rimanendo alla famiglia il 70% (con un costo che varia dai 0,20 centesimi a 1,80 euro,in base al reddito).

Solo chi risiede fuori Catania, pagherà l’intero costo del pranzo di 2,80 euro. Il Sian (Servizio Igiene Alimenti Sorveglianza e Prevenzione nutrizionale) dell’ASP di Catania elabora dei menù diversificati e bilanciati in base a tabelle dietetiche, prevedendo una dieta estiva, autunnale, invernale, spiega ancora il dirigente. Può accadere delle volte che il cibo non riscuota “successo” tra i bambini, ed è allora che l’educatore tenta di inserire alimenti nuovi, cercando di rispettare i valori della tradizione e del gusto.

La convenzione siglata tra il Comune e la società appaltatrice prevede che le scuole che dispongano di attrezzature per la cucina, possano richiedere l’attivazione del servizio interno. Come sottolinea ancora il Preside Molino, dal trasporto alla tavola, i cibi perdono l’aroma e la gradevolezza. Per mantenere integro il sapore e il profumo dell’alimento, viene consigliato, allora,di fare un contratto aggiuntivo nel quale prevedere lo “sporzionamento”- alimenti consegnati in grandi vassoi e poi divisi in porzioni una volta nelle scuole- salvo rigidità burocratiche, che garantirebbero ai bambini e alle loro famiglie, la sicurezza e la qualità del pasto.

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