Istituzione del registro delle Unioni Civili, Pd: "Piccola battaglia di civiltà"

"Riconoscere a ciascuno, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, il diritto ad autodeterminare i propri rapporti personali è una frontiera di civiltà che una grande città come Catania non può trascurare", dichiara la presidente del Consiglio comunale Francesca Raciti

"L'istituzione del registro delle Unioni Civili in una grande città come Catania, così come è ormai prassi in molti comuni italiani, è solo una piccola battaglia di civiltà che il Pd Catania ha sempre sostenuto sin dall'inizio della campagna elettorale del sindaco Bianco". Così il segretario provinciale del partito democratico a Catania Enzo Napoli ha ufficializzato la posizione del gruppo democratico sul tema delle Unioni Civili, a pochi giorni dal voto che il Consiglio comunale esprimerà sulla delibera che istituisce il registro delle Unioni Civili.

Il regolamento che dovrà essere discusso e approvato dai consiglieri entro questa settimana consta di sei semplici articoli che definiscono le unioni di fatto come "una stabile convivenza tra due persone maggiorenni non legate da vincoli matrimoniali, ma da vincoli affettivi o di motivi di reciproca assistenza materiale e morale, senza discriminazione di sesso, etnia o convincimenti religiosi" e delineano le aree di intervento: Sanità e Servizi Sociali, Casa, Sport e Tempo libero, Diritti di cittadinanza e Partecipazione.

LA POSIZIONE DELLA CHIESA CRISTIANA EVANGELICA DI CATANIA

Con l'approvazione del regolamento si darà attuazione all'articolo 6 del vigente Statuto Comunale che tutela la piena dignità dell'unione civile e ne promuove il pubblico rispetto e metterà il Comune nelle condizioni tutelare e sostenere le unioni civili al fine di superare situazioni di discriminazione e favorire l'integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio.

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"Crediamo che debba esserci da parte di tutti un atteggiamento di buon senso, di disponibilità e, soprattutto, la consapevolezza che stiamo parlando i diritti alle persone che in questo momento sono negati - ha aggiunto il segretario Enzo Napoli - sarebbe anacronistico e sbagliato che Catania, città moderna, civile, aperta europea non si dotasse di questo strumento". "Riconoscere a ciascuno, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, il diritto ad autodeterminare i propri rapporti personali - ha dichiarato la presidente del Consiglio comunale Francesca Raciti - è una frontiera di civiltà che una grande città come Catania non può trascurare". 

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