Regolamento Dehors, la Fipet precisa: "Contrari ad iniziative di facciata"

Il presidente Roberto Tudisco e la vicepresidente Elena Malafarina si dicono "pronti al dialogo ma contrari ad iniziative di facciata". Riaffiora così il dibattito dopo le polemiche che lo hanno accompagnato in precedenza

Il dibattito sul regolamento Dehors riaffiora dopo le polemiche che lo hanno accompagnato in precedenza e la F.I.P.E.T. - Federazione Italiana pubblici esercizi e turismo - intende spiegare il suo punto di vista. Il presidente Roberto Tudisco e la vicepresidente Elena Malafarina si dicono "pronti al dialogo ma contrari ad iniziative di facciata" Cosa si intende per iniziative di facciata? La Fipet lo spiega così: "il testo che è stato presentato Protocollo N 289617 del Settembre 2014 non ha nulla di innovativo anzi: secondo l’art 13 del citato testo, l’utilizzo delle aree occupate è consentito: nel periodo invernale nelle fasce orarie comprese tra le 7.00 a.m e l’ 1.00 a.m.e nel periodo estivo, nelle fasce orarie comprese tra le 7.00 a.m. e le 2.00 a.m. Quotidianamente, alla fine dell’orario accordato, il suolo pubblico dovrà essere lasciato sgombero dagli elementi di arredo che devono essere custoditi in luogo privato"

"La domanda successiva  - continua il Fipet - riguarda invece gli elementi del Dehors: cosa si intende per Dehors nelle altre città? Si tratta di spazi esterni curati e funzionali che consentono di svolgere l’attività commerciale all’esterno, di certo non si tratta di elementi smontabili ogni sera ma di strutture temporanee che consentano di godere della città tutto l’anno offrendo ordine e decoro. Ma il progetto presentato ai gestori non ha nulla a che fare con queste immagini ed inoltre è stato anche inserito il nulla osta della sovraintendenza dei Beni Culturali per richiedere il posizionamento dei tavoli e delle sedie. Come sindacato abbiamo richiesto se fosse possibile conoscere prima quale modelli standard potessero essere autorizzabili al centro storico- dato che è in questa parte della città che sono concentrate in maggior parte le attività commerciali- ma la risposta della sovraintendenza non si è fatta attendere. Citiamo testualmente : “si precisa che per quanto riguarda le tipologie di dehors previste nelle zone A e B – centro storico e lungomare- dell’art 17 del regolamento non verranno autorizzate Tende in aderenza quando le stesse si sovrappongono ad elementi stilisti e decorativi dell’edificio . Non verranno autorizzate altresì le strutture, seppur stagionali di cui al punto 4 art 18 ove le stesse vengano previsti all’interno di ambiti urbani di particolare pregio storico/monumentale e paesaggistico , intendendo per esse solo in maniera esemplificativa ma non esaustiva gli ambiti di piazza duomo, piazza università , via dei crociferi, piazza teatro massimo , san giovanni li cuti, senza che per esse venga predisposto un piano unitario di intervento che preveda tutte le installazioni che si intendono eseguire al fine di avere una valutazione complessiva e filologicamente unitaria”.

"La stessa Direzione Affari Legali del Comune di Catania ha dichiarato che tale regolamento presenta una incongruità di fondo poiché l’organo al quale si vogliono affidare i pareri – la Sovraintendenza- ha già detto che darà parere negativo e non si comprende nemmeno come dovrebbe il commerciante predisporre piani filologicamente unitari per posizionare tavoli e sedie e ci chiediamo ma non dovrebbe essere questo lo scopo dello stesso regolamento? Perché non può essere determinato prima se una struttura è autorizzabile o meno?"

"La Fipet afferma il presidente Roberto Tudisco- è pronta a riprendere il dialogo ma questi punti devono essere chiariti, queste competenze devono essere rese note altrimenti siamo davanti ad un altri interventi punitivi che più che regolamentare “ impediscono” lo svolgersi di attività commerciali che in ogni altra città turistica verrebbero incoraggiate, inoltre al momento più che rappresentare un elemento di semplificazione amministrativa tale regolamento non fa altro che aggravare il carico burocratico ed economico dei commercianti dato che sono richiesti progetti con tecnici abilitati per quello che adesso si presenta come posizionamento di tavoli e sedie .

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"Siamo, come fino ad oggi è accaduto, al paradosso - afferma Elena Malafarina vicepresidente Fipet - regolamenti che non danno certezza alcuna e che vengono celebrati come conquiste, quando invece tutto tace quando si tratta di raccontare che adesso sul suolo pubblico si paga anche la tassa sui rifiuti! in pratica una tassa su una tassa! Ormai le attività commerciali più che prosperare ..resistono"

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