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Report, Catania a burocrazia zero: D'Alia prima promette e poi ritratta

La nota trasmissione di Raitre punta il dito sugli annunci di grandi cambiamenti che poi sul campo non si capisce perchè non vengano fatti: Librino "zona a burocrazia zero", ma il ministro D'Alia dopo l'annuncio non risponde

Il Comune di Catania, ancora una volta, tra i protagonisti di Report, la trasmissione d’inchiesta di Rai Tre che ieri sera ha puntato i riflettori sui ritardi della Pubblica Amministrazione e su decreto del fare.

In particolare, si è discusso di "Zone a burocrazia zero" con il ministro della Pubblica Amministrazione e Semplificazione, Gianpiero D’Alia che, durante una visita a Catania, aveva annunciato come proprio Catania sarebbe diventata la "prima città italiana a burocrazia zero”, accogliendo l’idea lanciata dal Sindaco Bianco di un “laboratorio sperimentale nazionale per un’amministrazione moderna e amica dei cittadini”.

“Sfruttando - aveva spiegato D’Alia durante l'incontro avvenuto lo scorso agosto - quella norma del decreto legge del Fare che istituisce in tutt’Italia le zone a burocrazia zero, lanceremo un progetto pilota per facilitare le attività di imprese e cittadini che sia anche modello per una maniera diversa di fare amministrazione. Enzo Bianco, con lo Sportello unico delle imprese, è stato uno degli innovatori in questo settore. E qui, oggi, noi sperimentiamo il primo esempio di collaborazione tra governo nazionale, regione siciliana e una delle città più importanti della Sicilia. Catania, infatti, si candida a essere l’apripista, il polo di riferimento per le politiche di innovazione e semplificazione amministrativa, di innovazione tecnologica applicata ai procedimenti amministrativi”. 

Ma in onda su Rai Tre è andato ben altro. Intervistato il Ministro D'Alia, non conferma quanto dichiarato su Catania prima città italiana a burocrazia zero. E a Librino  - che poteva essere il simbolo di questo nuovo scenario - continua a non cambiare nulla. Il Vicesindaco di Catania Consoli spiega come funzionerà questa "semplificazione della burocrazia": "Ad esempio per avere un'autorizzazione edilizia, oggi ci vogliono molti mesi. Applicando il "decreto del fare", i tempi saranno più brevi". 

Non ci sarà più bisogno di permessi ma soltanto di autocertificazioni, eventualmente vagliate da professionisti che si assumono la responsabilità della parte tecnica: chi dichiara il falso e non rispetta le leggi sarà punito con la massima tempestività, aveva annunciato Bianco. Ma Report punta il dito sugli "annunci in pompa magna" di grandi cambiamenti che poi sul campo non si capisce perchè non vengano fatti.

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