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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca Zafferana Etnea

Rinvenuti resti umani in una grotta sull'Etna poco frequentata: un cane li fiuta durante un'esercitazione

I finanzieri del soccorso alpino, durante le attività di addestramento, hanno fatto scoperto il varco di difficile accesso all'anfratto che custodiva i resti da circa 40 anni

Nel corso delle quotidiane attività di addestramento condotte sulle pendici dell'Etna dai militari del Soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi, sono stati rinvenuti dei resti umani in una grotta lavica di difficile accesso in contrada Fossatta. La scoperta è avvenuta nel corso di una delle frequenti esercitazioni nel territorio di Zafferana Etnea, che coinvolge anche le unità cinofile. Il cane da ricerca e soccorso Halma, un brillante pastore tedesco specializzato anche in operazioni di ricerca cadaverica, abbaiava e dava evidenti segni di interessamento nei pressi di una grotta presente nella zona delle operazioni, attirando insistentemente l’attenzione del suo conduttore.

Ecco come è stato ritrovato | Video

La grotta non è frequentata dagli speleologi

La cavità in questione non è frequentata dagli speleologi, perchè non ha un particolare interesse naturalistico ed è possibile che per decenni l'unico a calarsi al suo interno sia stato proprio il malcapitato, che dovrà essere ora identificato. "Senza il fiuto di Halma sarebbe stato impossibile effettuare il ritrovamento. I cani della guardia di finanza sono tra i pochi ad avere la specializzazione della ricerca cadaverica. Hanno operato recentemente - spiega il tenente colonnello Massimiliano Pacetto - durante l'alluvione di Scordia o nell'ultimo grave terremoto in Albania. Al momento della scoperta, era in corso una esercitazione in cui si simulava la ricerca di un disperso. Il cane ha dato però un segnale inequivocabile in un punto diverso da quello in cui era nascosto il nostro collega. Abbiamo così proceduto ad una ispezione del condotto lavico molto stretto, grazie anche all'equipaggiamento completo che è sempre presente in tutte le nostre attività".

Si cerca di dare un nome all'uomo ritrovato

Informata immediatamente l’autorità giudiziaria etnea, si è quindi proceduto ai rilievi a cura della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale dei carabinieri di Catania ed al successivo trasporto dei resti presso l'obitorio dell'ospedale Cannizzaro. Le fiamme gialle sono ora all'opera per dare un nome ed un volto all'uomo che ha trovato la morte in fondo a quella grotta, verosimilmente tra la fine degli anni '70 e gli anni '90. Probabilmente in autunno o in inverno, visto l'abbigliamento. Le prime indagini scientifiche e l'esame del luogo del ritrovamento fanno ipotizzare che si tratti di un uomo di almeno 50 anni di età, alto circa 170 cm, con delle malformazioni congenite al naso ed alla bocca.

Lo scenario del ritrovamento

Dallo scenario che si è presentato ai militari del Soccorso alpino del comando provinciale di Catania, sembra che l’uomo si sia introdotto volontariamente nell’anfratto, altrimenti difficilmente accessibile, e che sia morto per cause non violente. Indossava dei lunghi pantaloni scuri, una camicia chiara a righe, un leggero maglione di lana, una cravatta nera, una mantellina di nylon verde scuro, un cappello di lana con pon-pon e degli scarponcini Pivetta n. 41. Rinvenute anche delle monete metalliche del vecchio conio. Ai fini del riconoscimento, è inoltre utile riportare che l’uomo indossava al polso un orologio marca Omega con cinturino in tela ed aveva al seguito un pettine con custodia. Le attività investigative proseguono con i finanzieri che, oltre al soccorso, hanno anche il compito di documentare quanto avvenuto sui luoghi teatro di incidenti talvolta mortali e di svolgere le indagini delegate dall’autorità giudiziaria. Eventuali segnalazioni di persone scomparse nel citato periodo che corrispondano alla descrizione sopra riportata possono farsi al comando provinciale della guardia di finanza di Catania al numero 095 519 2125.

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