Ricaricavano i cellulari telefonando dall'Ospedale Garibaldi: l'accusa è di peculato

Dagli apparecchi telefonici dell'azienda sanitaria Garibaldi, 25 dipendenti formulavano i numeri dei loro telefonini e lasciavano gli apparecchi in linea per autoricaricarli. L'accusa è di peculato

Sono accusati di peculato, i 25 dipendenti che ricaricavano i loro cellulari a spese dell' Ospedale Garibaldi. Dagli apparecchi telefonici dell'azienda sanitaria, formulavano i numeri dei loro telefonini e lasciavano gli apparecchi in linea in modo da fare scattare il meccanisco di autoricarica.

Il danno per l'Ospedale, è stato quantificato in circa 100mila euro e, per i dipendenti, l'accusa di peculato della quale dovranno rispondere davanti al giudice dell'udienza preliminare Luigi Barone.

Nel corso dell'udienza, tenutasi qualche giorno fa, il giudice ha stabilito un rinvio al 20 aprile, sia per problemi relativi alle notifiche giudiziarie sia per conoscere quali imputati intendano ricorrere a riti alternativi o scelgano di risarcire il danno all'Azienda ospedaliera che si è riservata si costituirsi parte civile.

L'indagine ha avuto inizio nel maggio 2010, quando la Polizia postale di Catania indagò sulle telefonate che venivano effettuate dalle utenze dell'Ospedale, scoprendo una valanga di chiamate che venivano fatte al solo scopo di ricaricare i cellulari.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Sicilia in zona rossa: i divieti e cosa si può fare

  • Covid, ordinanza di Musumeci: in Sicilia "zona rossa" con maggiori restrizioni

  • Raid punitivo per un commento su "Tik Tok": denunciate quattro donne

  • Coronavirus, Musumeci: "Se dati non miglioreranno, altri 15 giorni di zona rossa e scuole chiuse"

  • Coronavirus, Musumeci: "Allarme contagi da Palermo, Catania e Messina"

  • Massacrarono di botte un 54enne dopo averlo investito, in carcere due catanesi

Torna su
CataniaToday è in caricamento