La ricerca del Nursind sugli infermieri: stralci "presi" da altre relazioni

Lo studio del sindacato degli infermieri aveva evidenziato le difficili condizioni di lavoro nei nosocomi di Catania

L'articolato studio diffuso dal sindacato Nursind di Catania su un campione di circa il 10% di inferimeri intervistati per ogni azienda ha prodotto dei risultati su cui riflettere. Più di sette infermieri su dieci ritengono scarsa la sicurezza dei pazienti del Cannizzaro di Catania, nove su dieci della stessa azienda se fosse possibile cambierebbero subito ospedale. Luci e ombre anche all’Arnas Garibaldi, all’Asp e al policlinico Vittorio Emanuele dove almeno la metà vorrebbe cambiare azienda.

Un altro dato di rilievo è quello che riguarda la percezione lavorativa del personale. Almeno due su tre ritengono che viene svolto con ritmi poco sostenibili o insostenibili. Tra gli elementi positivi emerge invece la puntualità nei pagamenti dell’Arnas Garibaldi, dove otto su dieci ritengono che i pagamenti dello straordinario e reperibilità vengono effettuati regolarmente.

Eppure - come hanno rilevato alune fonti in ambiente ospedaliero e come, successivamente, verificato dal nostro giornale - alcuni stralci e passaggi della ricerca del sindacato risultano essere, praticamente, identici ad altre ricerche sulla situazione lavorativa condotti da enti diversi e su campioni completamente differenti.

Senza nulla togliere bontà della ricerca condotta e dando per scontata la correttezza dei dati forniti dal sindacato, che non si intendono contestare, appare però curioso questo "collage" di diversi studi utilizzato per comporre una ricerca su un lavoro tanto prezioso quanto indispensabie per la salute dei cittadini: quello degli infermieri.

Nello specifico, da una ricerca sulla rete con il testo della ricerca Nursind, una delle fonti è uno studio sul "benessere organizzativo nell'Infn" del 2013.

indagine-3

Stralcio che collima perfettamente con le conclusioni dello studio Nursind, a pagina 11.

stralcio 2-2

Così come altri stralci metodologici di premessa provengono dal sito "saperessere.com" che propone un corso sulla "salute organizzativa e benessere lavorativo". E' stato anche utilizzato anche un report del Comune di Cassano d'Adda del 2014 dal titolo "Indagine sul benessere organizzativo".

Un'altra documentazione a supporto utilizzata è stata quella proveniente dall'Università di Firenze, sempre sui modelli di business organizzativo e anche di una indagine veneta della azienda Ulss n.8 sui "lavoratori su più turni di area medica e critica".

Chiaramente non appare nulla di scorretto prendere spunto da altri studi, ma ormai anche nelle tesi di laurea i professori compiono severi screening "anti copiatura"  e vi sono appositi programmi per scoprire i furbetti.

Anche un altro stralcio della indagine dell'Infn del 2013 è uguale a quella del Nursind e recita così: "Le carenze soggettivamente percepite nell'ente dai dipendenti che la ricerca ha evidenziato appaiono ascritte principalmente alla dimensione organizzativa e sul fronte della condizioni del personale si manifesta una significativa presenza di fenomeni di stress e di eccessivo affaticamento".

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Dal sindacato Nursind, contattato telefonicamente, spiega il dottor Vaccaro che "la relazione è frutto di un ampio lavoro e di interviste ai professionisti effettuate nelle varie aziende. Quindi sono tutti dati corretti. Se qualche parte può essere stata presa come spunto per completare i dati può anche essere. I numeri riportati sono frutti di ricerca e sono inoppugnabili, così come le conclusioni".

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