Ricerca, stabilizzazione dei precari: incontro all’Istituto Nazionale Fisica Nucleare

“Nella lotta per le stabilizzazioni dei precari negli istituti di ricerca, è necessario fare squadra, con il supporto delle sigle sindacali”. Lo ha riferito il portavoce del gruppo precari Uniti INFN

“Nella lotta per le stabilizzazioni dei precari negli istituti di ricerca, è necessario fare squadra, con il supporto delle sigle sindacali”. Lo ha riferito il portavoce del gruppo precari Uniti Infn (PUI), Fabrizio Capuani all’incontro di venerdì scorso, che si è tenuto alla Sezione di Catania dell’Istituto Nazionale Fisica Nucleare (Infn), alla presenza dei rappresentanti di tutte le sigle sindacali ANPRI (E. Spiriti, C. Agodi), USB (C. Argentini), CGIL (R. Comanducci, F. Stocchi, A. Renda, A. Di Stefano, L. Toscano), CISL (G. Carinci, F. Chines), UIL (P. Litrico). La legge Madia (2017) prevede infatti la stabilizzazione di tutti i precari con più di 3 anni di contratti a tempo determinato e flessibili (come gli Assegni di Ricerca), ma l’INFN, unico tra gli Enti Pubblici di Ricerca, si rifiuta di applicare la legge correttamente, limitando il numero di precari stabilizzati secondo criteri aleatori, e nonostante l’abbondante disponibilità di fondi forniti dal MIUR per questo specifico scopo. I sindacati tutti hanno esposto la loro posizione di totale accordo con i PUI, e hanno proposto le possibili azioni da intraprendere per una corretta e totale applicazione della Legge Madia. CGIL, CISL, UIL e ANPRI concordano sulla necessità di unire le azioni di protesta dei precari con quelle delle altre categorie di lavoratori dell’INFN, mentre USB ritiene sia più efficace in questo momento tenere distinta la stabilizzazione dei precari dalle altre rivendicazioni. Fino ad ora i PUI hanno tenuto un rapporto di collaborazione con la dirigenza dell’ente, sostenendo le richieste economiche per la ricerca e auspicando un allineamento della linea della dirigenza ai desiderata del presente Governo, nonché di quello precedente. Di fronte al muro trovato, si trovano ora obbligati a esporre pubblicamente la discriminazione perpetuata dalla dirigenza nei confronti dei propri lavoratori. In questo momento delicato, in cui la guida dell’ente sta per cambiare e viene messa in discussione la sua stessa autonomia dalla delega governativa per la riorganizzazione degli Enti Pubblici di Ricerca, la miopia e l’autoreferenzialità di questa dirigenza indeboliscono pesantemente la posizione dell’INFN. “La pazienza dei precari, che da molti anni contribuiscono all’eccellenza dell’INFN, fiore all’occhiello della ricerca italiana, è arrivata al limite. I PUI, col supporto dei sindacati – ha concluso Capuani – inizieranno a breve una significativa attività di mobilitazione”.

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