Richiesta pignoramento "Massimino": Girlando, "Azione dimostrativa attuata per forzare la mano"

Così l'assessore al Bilancio del Comune di Catania Giuseppe Girlando ha commentato la notizia della richiesta di pignoramento formalizzata dall'impresa "Europea 92 Spa" di Montaquila (Isernia) dello stadio Angelo Massimino, dell'ex Pretura che ospita uffici giudiziari e di azioni e quote di società partecipate dal Comune di Catania

"Un'azione meramente dimostrativa e priva di effetti pratici, tesa a forzare la mano creando clamore sui media per ottenere più di quanto spetterebbe loro". Così l'assessore al Bilancio del Comune di Catania Giuseppe Girlando ha commentato la notizia della richiesta di pignoramento formalizzata dall'impresa "Europea 92 Spa" di Montaquila (Isernia) dello stadio Angelo Massimino, dell'ex Pretura che ospita uffici giudiziari e di azioni e quote di società partecipate dal Comune di Catania, per complessivi 4,1 milioni di euro.

"Parlo di azione dimostrativa - ha sottolineato Girlando - con cognizione di causa, poiché, se la sentenza di primo grado emessa nel maggio del 2012 è provvisoriamente esecutiva, da una parte le strutture e le società restano in uso all'Amministrazione visto che si tratta di beni indisponibili, ossia vincolati, e dall'altra abbiamo presentato un ricorso in appello che l'Avvocatura comunale pensa di vincere".

La sentenza del 2012 favorevole all'impresa riguarda un contenzioso per il pagamento di 2,7 milioni di euro per l'esecuzione di lavori di urbanizzazione del Piano di zona di San Giovanni Galermo. Girlando ha sottolineato che, pur essendo la sentenza esecutiva, il Comune non ha ancora pagato perché l'impresa non ha fornito quelle garanzie che, in caso di sentenza di secondo grado favorevole all'Ente, avrebbero consentito all'Amministrazione di avere restituite le somme. L'Assessore ha reso noto inoltre che il Comune ha presentato all'impresa anche una proposta di transazione che è stata rifiutata.

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"Da qui - ha spiegato - la sensazione che gli avvocati dell'impresa stiano cercando di forzare la mano con atti che creino clamore il 'pignoramento' di beni palesemente indisponibili e per una cifra ben superiore a quella di 2,7 milioni. L'Amministrazione ha però il dovere di difendere il denaro dei Catanesi e quindi attende la conclusione del giudizio di appello".

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