Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Raccolta rifiuti ad Acireale, Barbagallo preoccupato: lunedì nuovo vertice in Prefettura

L'assessore all'Ambiente del comune di Acireale, Francesco Fichera: "La crisi c'è anche qui. Non si riesce giornalmente a svuotare tutti i cassonetti e a smaltire tutto il porta a porta, perché è difficoltoso il conferimento in discarica"

foto di Fabrizio Murabito

E' scaduto ieri il termine fissato dall'intesa tra la Regione e il governo nazionale che prevedeva l'avvio di accordi da parte del governatore Rosario Crocetta per mandare i rifiuti fuori dalla Sicilia. La Regione non ha ancora approvato il disegno di legge che dovrebbe riorganizzare la gestione con l'ente unico chiesto da Palazzo Chigi e questo si tramuta in cassonetti strapieni in tutta l'isola, specialmente ad Acireale.

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Ieri si è svolta, infatti, in Prefettura una riunione con i rappresentanti degli enti locali tra i quali anche l’assessore all’Ambiente del Comune di Acireale, Francesco Fichera che a CataniaToday ha dichiarato: “La crisi c'è anche qui. Non si riesce giornalmente a svuotare tutti i cassonetti e a smaltire tutto il porta a porta, perché è difficoltoso il conferimento in discarica. Oggi non si è riusciti ad effettuare lo svuotamento di diversi cassonetti nelle frazioni a monte e a mare e in alcune aree della città. Attendiamo di avere notizie lunedì nel corso del nuovo incontro in Prefettura".

Il sindaco Roberto Barbagallo ha dichiarato di essere preoccupato per questa vicenda e prevede disagi in questi giorni. “L'ordinanza n° 5 del presidente Crocetta – dicono dall'amministrazione Barbagallo - ha sfasciato il fragilissimo equilibrio del sistema di smaltimento dei rifiuti dell'intera provincia etnea. Non è tollerabile che la carenza di impianti di una cospicua parte del territorio regionale, si ripercuota, con gravissimi rischi igienico-sanitari, sui comuni del nostro territorio che non riescono più a conferire i rifiuti nell'impianto di Grotta San Giorgio. Il presidente della Regione deve subito revocare la propria ordinanza o altrimenti si assuma la responsabilità dei problemi di ordine pubblico che saranno inevitabilmente generati dalla sua assurda decisione”.

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