Rifiuti, Commissione a Catania: "Infiltrazioni della mafia nel settore"

Durante i lavori i parlamentari hanno raccolto "con preoccupazione la segnalazione di intimidazioni ricevute dai sindaci di sei comuni del Catanese, ritenute collegate agli appalti perla gestione dei rifiuti solidi urbani"

Una delegazione della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta da Alessandro Bratti, durante la sua prima missione in Sicilia, una tre giorni di audizioni nella prefettura di Catania, "ha analizzato diverse inchieste delle procure ordinarie e delle direzioni distrettuali antimafia che hanno confermato il pericolo dell'infiltrazione mafiosa nell'intero ciclo dei rifiuti, mercato che in Sicilia ha un valore economico di rilievo". Lo afferma un comunicato della Commissione emesso al termine delle audizioni.

"In questo senso - continua la nota - i segnali raccolti dalla commissione sono preoccupanti e mostrano un quadro che richiede una fortissima attenzione, anche sul fronte della lotta alla corruzione, strada maestra percorsa dalla mafia per il controllo delle attività economiche chiave come la gestione dei rifiuti e il ciclo delle acque".

Durante i lavori i parlamentari hanno raccolto "con preoccupazione la segnalazione di intimidazioni ricevute dai sindaci di sei comuni del Catanese, ritenute collegate agli appalti perla gestione dei rifiuti solidi urbani".

La commissione ha sentito gli amministratori vittime delle minacce e intimidazioni, che hanno raccontato il quadro intimidatorio che vivono in alcuni territori della provincia di Catania. Si è anche occupata delle bonifiche e della gestione dei rifiuti speciali pericolosi e le audizioni hanno iniziato ad approfondire le problematiche legate ai poli petrolchimici, che saranno oggetto di una apposita missione - e alla miniere dismesse. La Capitaneria e le altre forze dell'ordine hanno poi illustrato "l'attività di contrasto rivolta ai traffici transfrontalieri di rifiuti".

"Come già era stato evidenziato nel corso delle audizioni svolte a Roma nei giorni scorsi - conclude la nota - la Sicilia, aldilà del caso specifico della Oikos, soffre di evidenti e gravi criticità, conseguenza della scelta delle discariche come unico sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani, condotte, nella quasi esclusivita' dei casi, da privati, opzione che si accompagna con la sostanziale assenza della raccolta differenziata, con un grave danno ambientale ed economico".

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