Rifiuti e mazzette, in manette i vertici della "Sicula Trasporti"

I nomi degli indagati e delle imprese sottoposte a sequestro preventivo: le ipotesi diretto vanno dall'associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti alla frode nelle pubbliche forniture, dalla corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio al concorso esterno in associazione mafiosa

Il principale indagato è Antonino Leonardi (del 1963) noto come “Antonello”, quale amministratore di fatto della “Sicula Trasporti” e della “Gesac s.r.l.” nonché amministratore di diritto della “Sicula Compost”, il quale è stato condotto in carcere. Agli arresti domiciliari Salvatore Leonardi (del 1973), fratello di Antonino, in qualità di socio della “Sicula Trasporti” e della “Gesac srl”. Sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e di dimora Pietro Francesco Nicotra (del 1984), quale responsabile dell’impianto di compostaggio di Grotte San Giorgio a Catania dal quale provenivano anche parte dei rifiuti poi conferiti illecitamente in discarica e Francesco Zappalà (del 1968), nella sua qualità di responsabile dell’impianto di trattamento meccanico biologico dal quale originavano i rifiuti illecitamente conferiti “tal quale” in discarica. Nicotra e Zappalà, unitamente ai fratelli Salvatore e Antonino Leonardi, quest’ultimo quale capo e promotore, costituivano un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione reiterata di attività di traffico illecito di rifiuti e di frode in pubbliche forniture nonché della pratica corruttiva quale strumento utile a eludere i controlli e a ottenere dalle pubbliche amministrazioni competenti provvedimenti amministrativi favorevoli. Destinatari delle misure cautelari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e di dimora anche i fratelli Francesco (del 1971) e Nicola Guercio (del 1961) nella loro qualità di amministratori di diritto e di fatto della “Edile Sud srl”.

Appartenenti ad organi amministrativi pubblici di controllo, destinatari della misura degli arresti domiciliari, sono: Vincenzo Liuzzo (del 1963), pubblico ufficiale corrotto, quale dirigente di unità operativa semplice dell’Arpa Sicilia (sede territoriale Siracusa), addetto ai controlli e monitoraggi ambientali; Salvatore Pecora (del 1957) quale incaricato di pubblico servizio, istruttore tecnico impiegato presso il Libero Consorzio Comunale di Siracusa addetto al controllo sulla gestione dei rifiuti. Custodia cautelare in carcere, invece, per Filadelfo Amarindo, detto “Delfo”, (del 1952), quale dipendente della “Sicula Trasporti” e in quanto concorrente nell’associazione mafiosa denominata “Nardo”, affiliata a “Cosa Nostra” etnea, storicamente facente capo Sebastiano Nardo e operativa su Lentini (SR). Le imprese sottoposte a sequestro preventivo sono: la “Sicula Trasporti spa”, avente sede a Catania, in via Antonino Longo (Contrada San Giorgio), esercente l’attività di “trattamenti e smaltimenti di altri rifiuti non pericolosi” ovvero della gestione dei rifiuti solidi urbani (R.S.U.) ossia non riciclabili; l’impianto di trattamento meccanico biologico (T.M.B.) è situato nel territorio di Catania (Contrada San Giorgio) mentre le vasche di abbancamento sono situate nel confinante comune di Lentini (SR); la società ha un fatturato annuo di circa 100 milioni di euro e oltre 120 dipendenti; La “Sicula Compost srl”, avente sede a Catania, in via Antonino Longo (Contrada San Giorgio), svolgente l’attività di “produzione di compost” ovvero produzione di fertilizzanti agricoli derivanti dall’utilizzazione e trasformazione di scarti vegetali e agroalimentari; la società, con circa 20 dipendenti ha un fatturato di 3,6 milioni di euro. La “Gesac srl”, con sede a Catania in Contrada Coda Volpe, avente quale oggetto sociale l’estrazione di pomice e di altri minerali; la società, inserita nella filiera della lavorazione del R.S.U., forniva il materiale pietroso da cospargere (obbligatoriamente per legge) sulla “parte secca” del rifiuto, abbancato nelle vasche della discarica gestita dalla “Sicula trasporti”; ha un fatturato annuo medio di circa 2 milioni di euro e ha oltre 20 dipendenti.

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Non destinataria della misura del sequestro preventivo per la quale pende la richiesta di nomina di un commissario giudiziale è la: “Edile sud S.rl”, avente sede a Scordia (CT) ed esercente l’attività di gestione di un impianto di recupero, trasporto e produzione di rifiuti non pericolosi (rifiuti inerti) nel territorio di Lentini (SR); la società, con 18 dipendenti, ha un volume d’affari di circa un milione di euro. Ulteriori misure cautelari reali eseguite dai Finanzieri etnei sono il sequestro preventivo di oltre 6 milioni di euro finalizzato alla confisca del profitto illecito originante dal traffico illecito di rifiuti e dalla corruzione.

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