Rifiuti, l'indagine si allarga: blitz nel cantiere Ecocar

Secondo quanto riporta il quotidiano CasertaNews, i carabinieri avrebbero fatto un blitz questa mattina nel cantiere della ditta che gestisce la raccolta anche a Catania

Potrebbe non essere finita l’indagine sui rifiuti che coinvolge oltre Caserta anche la città di Catania. Secondo quanto riporta il quotidiano CasertaNews, nelle ultime due settimane, i carabinieri sarebbero arrivati in ben quattro occasioni nel cantiere della società Ecocar, che gestisce l’appalto rifiuti a Caserta, Marcianise e, in Ati con Senesi, anche nel capoluogo etneo.

Gli inquirenti, in questi giorni, avrebbero acquisito alcuni documenti, tra i quali anche carte riguardanti il personale. Sembra inoltre che alcuni dipendenti siano anche stati ascoltati dagli uomini dell'Arma. L'azienda è stata infatti raggiunta da un provvedimento di interdittiva antimafia emesso dalla Prefettura di Roma a fine gennaio 2018. A seguito del quale, a febbraio, è stato deciso anche il commissariamento. La nomina dei commissari è stata disposta dal prefetto di Latina, su richiesta dell'Anac presieduta da Raffaele Cantone. L'arrivo di rappresentanti della prefettura non aveva però all'Ecocar di continuare a lavorare nei diversi comuni.

L'interdittiva

La ditta è stata colpita dal provvedimento del Ministero dell'Interno perché in Ati con la Senesi spa, impresa marchigiana in precedenza colpita da interdittiva della prefettura di Fermo che, nel Casertano, opera ad Aversa, Castel Volturno, Mondragone e Gricignano di Aversa. La ditta, tra l'altro, non compare attualmente all'interno dell'elenco delle aziende che fanno parte della cosidetta 'White List' della Prefettura di Caserta (aggiornato al 13 febbraio 2018), il novero delle imprese che, in base all'adempimento di una serie di certificazioni, possono partecipare ai bandi pubblici perché ritenute 'sane' e non contigue ad ambienti mafiosi.

L'inchiesta catanese

I dirigenti di Ecocar sono stati citati dalla Procura di Catania all'interno dell'inchiesta Garbage Affair che ha convolto, tra gli altri, due alti dirigenti comunali etnei, Orazio Fazio e Massimo Rosso, rispettivamente capo della Direzione Ecologia ed ex capo di Gabinetto del sindaco Enzo Bianco. Secondo le accuse, Rosso e Fazio, avrebbero di fatto interferito nell'affidamento della gestione del servizio di nettezza urbana, in cambio di regalie, affitti pagati nella Capitale, ed assunzioni di parenti. Benefits e prebende garantite dagli amministratori dell'impresa Eco.car, in cambio di interventi a loro favore per la spartizione di un gigantesco appalto di 350 milioni di euro. 
 

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