Rifiuti e mafia, l'attentato alla Dusty: "Ci hanno bruciato tre camion, fieri di stare con autorità

Alcuni soggetti vicini al clan mafioso dei Cappello, arrestati con l'operazione "Gorgòni", progettavano un attentato incendiario nei confronti della ditta Dusty, guidata da Rossella Pezzino. "Fieri di operare nella legalità" dichiara l'imprenditrice a CataniaToday

Gli appettiti criminali delle cosche mafiose sulla gestione e lo smaltimento dei rifiuti sono ormai accertati da diverse sentenze in tutto il territorio nazionale. L'operazione Gorgoni, condotta dagli uomini della Direzione investigativa antimafia di Roberto Panvino, ha acceso un faro sugli affari delle famiglie catanesi dei Cappello e dei Laudani, operative - secondo le accuse dei magistrati - all'interno del settore della spazzatura. Un mondo fatto di luci e ombre dove - come si evince dalla lettura dell'ordinanza che predispone le misure cautelari per le 19 persone che, ieri mattina, sono state arrestate dalle forze dell'ordine - chi opera onestamente diventa oggetto di ritorsioni criminali. E' questo il caso della Dusty, l'impresa che per anni ha eseguito l'appalto nel comune di Catania, oggi attiva in altri comuni della provincia, come quello di Misterbianco e in altre aree, come il comune di Pachino.

Il progetto di attentato a Dusty

In una lunga intercettazione ambientale, Vincenzo Guglielmino, titolare della E.F. Servizi Ecologici - una delle aziende "amiche" delle organizzazioni mafiose, secondo gli inquirenti -  parlando con un altro dei soggetti arrestati, Raffaele Sciacca, spiega di voler eliminare la presenza della Dusty dal comune di Misterbianco bruciando alcuni camion nel comune di Pachino. Il piano era semplice: secondo le intenzioni dei criminali, distruggendo i mezzi operativi su Pachino, Dusty non avrebbe avuto modo di lavorare su Misterbianco, dove la E.F. era attiva in regime di proroga, avendo ricevuto l'interdittiva antimafia. Azione che, come conferma a CataniaToday Rossella Pezzino, titolare della "Dusty" è stata portata a termine, non riuscendo però nel suo intento principale. "Gli diamo fuoco ai mezzi - spiega Guglielmino a Sciacca - I camion sono della Dusty, hai capito? Invece di dargli a fuoco qua a Catania..Che poi che succede? se si dà a fuoco là ai camion ... Loro i camion di qua li devono portare a Pachino". "La Dusty - spiega ancora Guglielmino - è con i Carabinieri".

Le parole di Rossella Pezzino, titolare di "Dusty"

"L'attentato ai nostri mezzi è stato portato a termine - dichiara Pezzino a CataniaToday  -Tre compattatori sono stati distrutti proprio a Pachino, evento regolarmente denunciato alle forze dell'ordine". "Nel loro pensiero - spiega l'imprenditrice - credevano che facendo l'attentato a Pachino, noi non avremmo potuto iniziare a lavorare a Misterbianco". Comune dove la Dusty aveva "partecipato a una manifestazione di interesse", come chiarisce bene Pezzino, "una procedura negoziata per le imprese presenti nella White list della prefettura, che avevamo vinto"."Nonostante l'attentato noi abbiamo iniziato lo stesso a lavorare, perché fortunatamente Dusty ha una sua struttura, tuttavia se fossimo stati meno forti avremmo avuto grosse difficoltà" .

"Quella di stare con le istituzioni - spiega inoltre in riferimento alle dichiarazioni degli intercettati sulla vicinanza con i carabinieri - è una scelta di campo che abbiamo fatto quando, 40 anni fa, abbiamo creato questa realtà. Abbiamo deciso di combattere per un mondo migliore e coerentemente siamo sempre stati dalla parte delle istituzioni senza avere mai tentennamenti, anche se siamo sempre stati oggetti di attentati, tutti denunciati". "La mafia nei rifiuti c'è - aggiunge Pezzino - ma ci sono anche le imprese pulite. Attenzione, noi facciamo solo il nostro lavoro onestamente, tutto qui, nulla di particolare". "Chiaramente non possiamo né vogliamo piacere a tutti", conclude. 

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