Rifiuti, primo giorno in emergenza per Dusty: ancora cassonetti pieni

Inizia in salita il primo giorno di affidamento per la nuova azienda che, come ha spiegato l'assessore Cantarella, sta rimuovendo il pregresso lasciato dal consorzio Seneco. Che, per questo, è stato denunciato alla magistratura

Sono su strada per la prima volta da ieri mattina i camion verdi della Dusty, l'azienda dell'imprenditrice Rossella Pezzino De Geronimo che ha vinto l'affidamento per la mini-gara di 130 giorni, ma ' l'emergenza rifiuti ' catanese non è ancora finita. I cassonetti, dalle prime ore dell'alba, sono ancora pieni e non tutte le zone della città sono state bonificate dai rifiuti pregressi.

Secondo le accuse di Pezzino e dell'assessore all'Ecologia Fabio Cantarella, nell'ultima giornata di incarico il consorzio Seneco, formato da Senesi ed Ecocar, non avrebbe infatti lavorato, lasciando il nuovo privato in una situazione di palese difficoltà. "Applicheremo le dovute sanzioni al consorzio - spiegava ieri Cantarella - nei confronti del quale abbiamo anche deciso di procedere legalmente per interruzione di pubblico servizio". 

Come testimoniano le immagini inviate alla nostra redazione, dal centro storico - via Teatro Massimo, piazza dei Martiri - alla periferia, il capoluogo etneo si trova infatti a dover combattere ancora oggi con la presenza di sacchetti e rifiuti di ogni tipo. L'area più svantaggiata, ancora una volta, quella della sperimentazione della raccolta differenziata 'porta a porta', invasa letteralmente dall'immondizia che i diversi condomini lasciano ogni giorno davanti alle proprie abitazioni. 

Per limitare i danni causati dal giorno di 'stop', il Comune e Dusty hanno chiesto ai proprietari delle discariche di aprire un'ora prima del previsto. In modo da consentire ai camion del nuovo gestore di conferire prima, "e consentire ai cittadini di non svegliarsi ancora una volta con la città sporca e maleodorante", ha spiegato Rossella Pezzino. "Un servizio di straordinario - ha concluso - che stiamo pagando di tasca nostra e che, molto probabilmente, non ci sarà mai risarcito". 

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