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Rifiuti, pubblicato il nuovo bando ma è identico al vecchio

Dopo l'inchiesta della Procura che ha investito il settore dei rifiuti il Comune ha pubblicato un nuovo bando, cambiando soltanto la modalità di assegnazione del servizio. E fioccano le critiche

Lo scandalo che ha investito due tra i più stretti collaboratori di Enzo Bianco, accusati dalla Procura della Repubblica di aver interferito in vario modo nel servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani per favorire alcuni imprenditori, ha prodotto un nuovo bando. Il testo prodotto dall'amministrazione è identico a quello proposto già tre volte, e le cui gare sono andate deserte, tacciato di essere vantagioso per gli attuali gestori, attualmente colpiti da interdittiva antimafia. A cambiare, questa volta, è solo la procedura di assegnazione che sarà diretta. 

Le critiche di Emiliano Abramo

Dure critiche alla scelta di Palazzo degli Elefanti arrivano prima di tutto dal candidato sindaco di E' Catania, Emiliano Abramo. "Riesce davvero difficile comprendere le motivazioni che spingono il sindaco Bianco a perseverare nella presentazione del bando 'Monstre' relativo all’affidamento dei servizi di igiene urbana ed ambientale in città, per la modica cifra di 350 milioni di euro. E tutto questo con le stesse modalità sin qui utilizzate, in particolare per la parte riguardante la necessaria trasparenza in materia di evidenza pubblica".

"Infatti - prosegue Abramo - si continuano ad invitare direttamente i soliti soggetti che hanno dato ampia dimostrazione della loro 'interpretazione' della pulizia della città e tutto questo in sfregio alle indicazioni dell’Anac tanto sbandierate da Bianco che prevedevano la “procedura negoziata”. Spiace rilevare - continua il candidato a sindaco - che sull'argomento non sia bastato a Enzo Bianco lo ‘tsunami’ che ha spazzato via buona parte del suo perimetro di stretti collaboratori e in particolare Massimo Rosso, già suo mandatario elettorale e plurincaricato in ruoli apicali e Orazio Fazio, da lui nominato a ruoli per cui non aveva le necessarie competenze". 

E ancora: "Il sindaco Bianco per primo ha il dovere di vigilare affinché il bando rispetti le regole, tranne che non lo ritenga superfluo. In questo caso - conclude Abramo - difficilmente potrà raccontarci che tutto sia avvenuto a sua insaputa, motivo per cui magari si riterrebbe nuovamente tradito".

L'attacco di Salvo Pogliese

Affondo anche da parte del candidato di centro-destra, Salvo Pogliese, che dopo aver parlato delle "bellezze del Barocco invase dai rifiuti", ha puntualizzato proprio sul nuovo bando. "il Comune non ha trovato di meglio che attivare una procedura negoziata - osserva Pogliese - decidendo di proseguire a inviti per il mega appalto da 350 milioni di euro per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, ripresentando le identiche condizioni dei precedenti bandi andati deserti. Di fatto - sottolinea - si sta riproponendo per la quarta volta, a trattativa privata, un bando con modalità che rendono ancora più opaca, se non oscura, una procedura che ha già condotto al fallimento del sistema di pulizia della città, con il 9,2% di raccolta differenziata. Non è poi infondato il timore che ciò possa condurre a ulteriori proroghe, rischiando di reiterare le disfunzioni al centro dell'inchiesta della Procura. È davvero una gestione imbarazzante - conclude Pogliese - di uno dei problemi più gravi che sta oggi vivendo Catania".

Il commento di Rossella Pezzino De Geronimo

"Ho ricevuto l'invito a partecipare alla procedura negoziata con le stesse modalità di prima - commenta Rossella Pezzino De Geronimo a CataniaToday, amministratore unico di Dusty srl - "Siamo rimasti basiti, non capisco quale sia la ratio né l'utilità per la città, non mi sembra che questo disegno sia risolutivo, per quelle che sono le mie conoscenze". "Il tempo per presentare il progetto tecnico tra l'altro è brevissimo, 15 giorni - continua - Per noi in queste condizioni è un appalto troppo rischioso". "Credo che la gara andrà un'altra volta deserta - conclude - Mi auguro che ci sia un progetto per la città, ma io non lo vedo". 

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