Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Riforma sanitaria a Catania, Cisl e Cisl Fp: " E' ancora in fase di gestazione"

Assemblea dei quadri dirigenziali della Sanità della Cisl Funzione pubblica catanese: "La riforma sanitaria va completata soprattutto con l'integrazione dei servizi sanitari con quelli sociali e dei servizi ospedalieri con quelli territoriali"

Con oltre 146mila accessi ai tre pronto soccorso ospedalieri (fino a settembre 2013), cinque punti territoriali di assistenza attivi, 11 punti di pronto intervento, 1150 posti letto in comunità terapeutiche e residenze assistenziali pubbliche e private, la sanità catanese gode complessivamente di discreta salute. Ma la riforma sanitaria va completata soprattutto con l'integrazione dei servizi sanitari con quelli sociali e dei servizi ospedalieri con quelli territoriali.

È ciò che emerso dall'assemblea dei quadri dirigenziali della Sanità della Cisl Funzione pubblica catanese riunitasi all'hotel Mediterraneo, davanti a Gigi Caracausi, segretario generale Cisl Fp Sicilia; Francesca Pomara, della segreteria regionale Cisl Fp con delega alla Sanità; Giuseppe Badagliacca, segreteria regionale Cisl Fp; Rosaria Rotolo, segretaria generale Cisl Catania; Armando Coco segretario generale Cisl Fp Catania.

"La realizzazione della rete dei servizi sanitari per l'area metropolitana di Catania - dice Coco - è ancora in fase di gestazione, se non addirittura embrionale, sebbene lo preveda il Patto della Salute per la regione siciliana e il declinato Piano attuativo aziendale 2013-2015. Eppure, la sanità catanese gode di uno stato di discreta salute, grazie all'impegno e all'abnegazione degli operatori del settore che, nonostante le evidenti difficoltà scaturite dal taglio delle risorse, riescono a dare risposte alla richiesta di servizi che proviene dalla popolazione catanese".

Le strutture dell'Azienda sanitaria provinciale nel territorio però esistono: 5 Pta (punti territoriali di assistenza) attivi su 7; 5 Pte, punti territoriali emergenza, da Randazzo a Mineo; 11 Ppi, punti di pronto intervento funzionanti dall'1 settembre 2013, di cui 7 anche pediatrici; 1 hospice con 10 posti letto; 3 Rsa , residenze sanitarie d'assistenza, con 56 posti letto; una Cta, comunità terapeutica pubblica con 22 posti letto; 44 unità di 118, di cui 11 medicalizzate e 23 non medicalizzate; 59 guardie mediche e 6 guardie turistiche. Alle quali vanno aggiunte le strutture private: 11 Rsa, con 421 posti letto; 16 Cta, con 640 posti letto.

"Occorre - continua Coco - una profonda revisione e l'ottimizzazione delle reti assistenziali, favorendo l'integrazione ospedale-territorio e valorizzando le strutture presenti nel territorio metropolitano che hanno funzione di prima accoglienza e cura del cittadino per le patologie a basso rischio o a basso livello di diagnosi e cura. Così si eviterà di intasare i Pronto soccorso delle strutture ospedaliere cittadine".

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