Rilanciare la zona industriale: il malumore di imprenditori, associazioni e sigle sindacali

Un enorme elenco di mancanze ed incompiute che la commissione comunale al Patrimonio presieduta dal consigliere comunale Salvatore Tomarchio ha più volte segnalato

Il malumore di imprenditori, associazioni e sigle sindacali legato, alle pessime condizioni ed ai servizi inesistenti della zona industriale di Catania, è evidente. Un enorme elenco di mancanze ed incompiute che la commissione comunale al Patrimonio presieduta dal consigliere comunale Salvatore Tomarchio ha più volte segnalato proponendo, allo stesso tempo, idee e suggerimenti necessari al rilancio di una vasta area dalle grandi potenzialità e che rappresenta tutt’ora l’ago della bilancia per lo sviluppo del capoluogo etneo.

"Eppure la zona industriale è allagata in inverno oppure in preda ai roghi d’estate. Non solo, strade gravemente danneggiate, discariche abusive e la quasi totale mancanza di pubblica illuminazione. Disagi e problemi che colpiscono un’area vasta come una città di medie dimensioni che deve 'sopravvivere' tra mancanza di interventi strutturali e tanto degrado. Il dato più allarmante è che il sito sta letteralmente morendo tra l’indifferenza generale perché, tra Irsap e Palazzo degli Elefanti, non è stato mai iniziato un piano di interventi di manutenzione straordinaria radicale e definitiva", spiega Tomarchio.

"Trincerarsi dietro le consuete scuse legate alla mancanza di fondi non può trovare giustificazioni di alcun tipo perché i mancati interventi sulla viabilità, sulla sicurezza e sul sistema di deflusso delle acque piovane fanno fuggire tutti quegli imprenditori che in questa parte di Catania hanno voluto (o vorrebbero) scommettere o investire. Le condizioni di abbandono e degrado in cui versa la zona industriale lo si può vedere pure dallo stato dei marciapiedi".

Passaggi pedonali distrutti, trasformati in pattumiere a cielo aperto oppure in parcheggio per le auto. Situazioni di estrema emergenza che vanno affrontati subito. "Procedendo ogni volta con soluzioni tampone ed esperimenti è sempre più complicato trovare la strada giusta per garantire un flusso veicolare scorrevole e la sicurezza per tutti coloro che qui ci abitano oppure ci lavorano. Un’altra zona industriale, più sicura e più forte del degrado è possibile ma serve la collaborazione di tutte le parti in causa. Lo stallo attuale, infatti, può essere fermato con una collaborazione degli imprenditori della zona che, in cambio di agevolazioni fiscali oppure della riduzione delle tasse, si potrebbero assumere gli oneri per la pulizia dei canali per il deflusso delle acque piovane, della manutenzione straordinaria del manto stradale e dei marciapiedi, del potenziamento della pubblica illuminazione, della bonifica dalle discariche abusive e dalla pulizia ordinaria. Si tratta di una cooperazione che può portare indubbi vantaggi per tutti. Si tratterebbe di un accordo da studiare in ogni minimo dettaglio con tutti gli addetti ai lavori", conclude Tomarchio.

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