Rinviato a giudizio Marco Forzese: i dettagli dell'inchiesta 'Black Job'

Il Gup di Catania ha rinviato a giudizio 10 persone nell'ambito dell'inchiesta 'Black Job', in base alle indagini della guardia di finanza, per presunti casi di corruzione all'Ispettorato del Lavoro

Il Gup di Catania ha rinviato a giudizio 10 persone nell'ambito dell'inchiesta 'Black Job', in base alle indagini della guardia di finanza, per presunti casi di corruzione all'Ispettorato del Lavoro. Tra gli imputati l'ex deputato regionale dei centristi Marco Forzese, il direttore dell'Ufficio Territoriale del Lavoro (Utl) di Catania, Domenico Amich, la responsabile dell'Ufficio legale Maria Rosa Trovato, e l'ex consigliere comunale di Fi Antonino Nicotra.

Quest'ultimo è accusato di abuso d'ufficio. Prima udienza il 10 gennaio 2019. Gli altri imputati sono Franco Luca, Ignazio Maugeri, Giovanni Patti, Salvatore Calderaro, Anna Maria Catanzaro e Giovanni Franceschino. Sarà giudicato col rito abbreviato Orazio Emmanuele. Secondo l'accusa all'Utl di Catania scomparivano fascicoli, si annullavano richieste di sanzioni o fatte rateizzazioni al minino in cambio non di soldi, ma di favori: voti dagli imprenditori aiutati, e un soccorso politico alla Regione per ottenere promozioni o assunzioni in strutture pubbliche.

L'indagine

"Stiamo parlando di un'indagine raffinata ed esemplare - spiegava il procuratore capo Carmelo Zuccaro al tempo dell'arresto- che avvalendosi di servizi tecnici e specialisti della guardia di finanza su numerosi procedimenti amministrativi, ha consentito di accertare un'attività che vedeva coinvolti gli esponenti di vertice dell'ispettorato del lavoro di catania, che dipende dal dipartimento regionale per il lavoro". Le telecamere e i microfoni dei finanzieri sono stati puntati sull'Ispettorato da ottobre 2017 a marzo 2018. Sono stati presi in considerazione una decina di procedimenti che si sarebbero dovuti concludere con sazioni per lavoratori irregolari o in nero (multe che vanno dai 2mila ai 30mila euro, con una media di 10mila euro). Gli imprenditori venivano avvertiti prima delle ispezioni degli ispettori dallo stesso Amich che diceva di "non pagare le sanzioni". "Un comportamento quantomeno anomalo", chiariscono i vertici della Finanza. 

I nomi e i ruoli delle persone coinvolte nell'indagine

"Sei funzionari non hanno a cura gli interessi collettivi fondamentali ma decidono, per ambizione di carriera e ragioni economiche, di asservire interessi privati, le conseguenze che ne derivano sono devastanti per la corretta applicazione della normativa sul lavoro. Le imprese che possono contare su appoggio politico - aggiungeva il capo dei pm etnei - non applicheranno mai correttamente la legge ma penseranno a procurarsi un buon amico per facilitare i procedimenti". 

Il ruolo di Marzo Forzese e di Nicotra

"Forzese e Nicotra, in particolare - spiegava ancora Zuccaro - in cambio di pacchetti di voti hanno chiesto ai vertici dell'ispettorato di chiudere in maniera amichevole alcune pratiche di aziende che portavano voti e che avrebbero ricevuto controlli e sanzioni da parte dell'ispettorato". A chiarire meglio i dettagli dell'indagine, nata grazie anche al contributo di onesti funzionari dell'ente coinvolto, è stato il generale Quintavalle delle fiamme gialle di Catania: "Abbiamo tolto il velo da un altro mondo affetto dalla corruzione - ha chiarito l'ufficiale - L'indagine nasce da funzionari onesti che hanno denunciato irregolarità". "L'atto corruttivo - ha spiegato - non è stato caratterizzato dalla classica mazzetta in denaro: il direttore dell'ispettorato al lavoro voleva incarichi pubblici e, in particolare, chiedeva che fosse rinnovato il suo incarico in Ispettorato, visto che stava per scadere". "Marco Forzese e l'ex consigliere Nicotra - ha aggiunto - si interessavano in questo modo ed erano disposti a rivolgersi ad Amich per archiviare in maniera non legittima i procedimenti e far sparire le pratiche". 

Il video che incastra Forzese

Il fascicolo preso da Forzese e fatto sparire

Ma come agisce il funzionario infedele per mettere in atto la corruzione e far sparire i documenti nel nulla? "Una volta fatto il verbale - continuava Quintavalle - si può chiedere al soggetto che ha subito il controllo se ha altri documenti da fornire, poi si fa un verbale unico, il soggetto può quindi pagare la sanzione o opporsi. In questo caso si parla di non estinzione e il soggetto verbalizzante può chiedere l'archiviazione o congrue riduzioni e la rateizzazione dell'importo". "In un episodo specifico Marco Forzese prende un fascicolo con delle sanzioni, nell'ufficio del presidente dell'ente, e lo mette in tasca all'imprenditore amico di Castel di Iudica". "Documento che abbiamo poi addosso all'imprenditore Calderaro". "Forzese - chiariva ancora l'alto ufficiale - aveva libero accesso all'ispettorato per la forte amicizia con Amich ed ha favorito quest'ultimo con un incarico nella commissione degli Esami di Stato dei Consulenti del lavoro e poi per un altro incarico".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Sicilia in zona rossa: i divieti e cosa si può fare

  • Covid, ordinanza di Musumeci: in Sicilia "zona rossa" con maggiori restrizioni

  • Coronavirus, 1587 nuovi casi in Sicilia: a Catania +469

  • Raid punitivo per un commento su "Tik Tok": denunciate quattro donne

  • Coronavirus, Musumeci: "Allarme contagi da Palermo, Catania e Messina"

  • Massacrarono di botte un 54enne dopo averlo investito, in carcere due catanesi

Torna su
CataniaToday è in caricamento