Riqualificazione centro storico, Confcommercio: "E' un piano senz’anima che rispecchia questa amministrazione"

Il piano di dettaglio del centro storico presentato dall'amministrazione Bianco non piace e non convince la Confcommercio Catania, che giudica, ancora una volta, negativamente l'operato dell'amministrazione Bianco sulla pianificazione del territorio

Il piano di dettaglio del centro storico presentato dall’amministrazione Bianco non piace e non convince l’As.Com Confcommercio Catania, che giudica, ancora una volta, negativamente l’operato dell’amministrazione Bianco sulla pianificazione del territorio.

“Ci asteniamo dal commentare il metodo dell’amministrazione comunale – afferma Giovanni Saguto presidente dell’associazione commercianti di Catania - che, nuovamente, ha deciso di non coinvolgere preventivamente le parti sociali per discutere dell’idea di Città e di centro storico. Ma su questo aspetto ci siamo rassegnati. Invece ci lascia perplessi, per diversi motivi, lo studio di dettaglio frettolosamente presentato dall’amministrazione Bianco. E’ un piano che non ha una visione strategica sul ruolo che deve avere il centro storico, sui contenuti che alcune aree devono ospitare e, pertanto, sulle relative destinazioni d’uso. E’ un piano senz’anima che rispecchia questa amministrazione”.

Le perplessità di Confcommercio Catania si riferiscono al pericolo di ingessare il centro storico non favorendo il recupero edilizio degli spazi privati, ma anche alle scelte che sono state fatte nei cosiddetti “ambiti di rifunzionalizzazione”, identificati nello studio di dettaglio con gli ospedali che saranno dismessi.

“Così come abbiamo sostenuto già un anno fa – dichiara Francesco Sorbello vice direttore provinciale di Confcommercio – sugli ospedali da dismettere non ci sono scelte strategiche e chiare. Vengono previste tutte le funzioni, dalla residenziale alla ricettiva, alla direzionale e commerciale. Addirittura nell’ambito definito H3, quello del Vittorio Emanuele, la funzione di campus universitario, insieme a quella ricettiva e di intrattenimento e svago, avrebbe dovuto costituire una funziona esclusiva e caratterizzante in simbiosi con il polo universitario: viene prevista, invece, anche la funziona residenziale. Insomma si potrà fare di tutto e di più. Nei tre comparti ospedalieri il 20% della cubatura esistente viene così destinata a funzione residenziale: si tratta di circa 90 mila mc di residenziale. Fate voi i conti di cosa significhi in termini di vani. Inoltre, sia al Santa Marta che al Santo Bambino, vero è che è prevista l’eliminazione delle brutte strutture contemporanee ma è anche vero che si prevede la loro sostituzione con nuovi volumi e strutture. Scelte che non ci convincono. Sono stati, inoltre, stralciati dallo studio, su espressa richiesta della Soprintendenza, gli isolati di rivalorizzazione che stanno nel centro storico. Comprendiamo l’esigenza di trattare separatamente la situazione dei quartieri Lumacari e San Berillo, ma un’amministrazione lungimirante avrebbe dovuto già farlo. Non ci convincono inoltre i troppi edifici classificati come TC e T1, edilizia qualificata e qualificata speciale, nei quali non saranno permessi interventi di ristrutturazione edilizia e il loro pieno utilizzo: forse si è esagerato, ma, su questo aspetto, saranno le associazioni professionali ad esprimersi. Vero è che non siamo di fronte ad un piano urbanistico ma qualcosa di più si poteva fare in tema di parcheggi in centro storico visto che è conclamato il deficit anche rispetto agli standard urbanistici. In tal senso si potrebbe destinare il Santo Bambino esclusivamente a questo uso a servizio del polo universitario. Siamo sempre più convinti che l’amministrazione Bianco non ha una idea ed un progetto per la Città, naviga nel buio. Consigliamo di approfondire questi aspetti prima di passare l’atto al Consiglio Comunale”.

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