Rischio licenziamenti per 19 dipendenti del centro di medicina e chirurgia

Neanche l'incontro tra i vertici aziendali e le organizzazioni sindacali ha sortito gli effetti sperati, poiché le parti sono rimaste ancora una volta distanti

I lavoratori del “centro catanese di medicina e chirurgia” aderenti alla Ugl  hanno incrociato le braccia stamane contro i 19 licenziamenti annunciati dalla direzione. Prima tappa della protesta è stata la sede della casa di cura etnea in via Battello, mentre alle ore 11 il gruppo si è spostato sotto la sede della prefettura. Neanche l’incontro tra i vertici aziendali e le organizzazioni sindacali ha sortito gli effetti sperati, poiché le parti sono rimaste ancora una volta distanti.

VIDEO-LA PROTESTA

sit-in lavoratori 'centro catanese di medicina'.1-2

La Ugl sanità di Catania, infatti, ritiene la procedura avviata illegittima in quanto "un’azienda sanitaria privata, accreditata con il servizio sanitario regionale, non può esternalizzare una figura prevista in pianta organica come quella dell’ausiliario socio – sanitario. Per questo motivo, tra l’altro, nei giorni scorsi sono stati chiesti incontri urgenti all’assessore regionale della salute Baldo Gucciardi, alla VI commissione sanità dell’Ars ed alla dirigenza dell’Asp di Catania, oltre ad un intervento del prefetto di Catania".

“Scendiamo in strada a protestare -afferma il segretario della federazione provinciale Ugl sanità di Catania, Carmelo Urzì- perché vogliamo difendere il diritto di questi lavoratori alla salvaguardia del posto di lavoro. Lottiamo anche per continuare ad affermare il principio fondante per cui le figure professionali, previste nelle piante organiche delle strutture convenzionate, non siano esternalizzate pena la perdita della convenzione stessa".

"Siamo fortemente preoccupati – conclude il sindacalista – perché la decadenza di questo principio, con la conseguente perdita dei 19 posti di lavoro nel 'Centro catanese di medicina e chirurgia', possa aprire nuovi scenari inquietanti con effetto domino per le altre strutture siciliane”.

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