Riprende il consiglio comunale, Bianco chiede poteri straordinari per gli enti locali

La prima seduta dopo diversi mesi vede posti distanziati, misurazione della temperatura e mascherine. Dopo la relazione del sindaco gli interventi di svariati consiglieri

Esattamente dopo tre mesi il consiglio comunale è tornato a riunirsi in aula, dopo il flop della scorsa seduta "telematica", e si è discusso della fase 2, delle prospettive della città ma anche del nodo partecipate. Un consiglio che ha fatto emergere un clima, tranne qualche rara eccezione, di concordia visto il momento difficile ma che ha evidenziato anche un certo fair play istituzionale. Dopo la relazione del sindaco Pogliese, infatti, ha preso la parola l'ex primo cittadino Enzo Bianco che con garbo ha sottolineato lo sforzo di chi amministra durante un'emergenza di tale portata e ha anticipato la presentazione di una mozione, condivisa da quasi tutti i gruppi politici, nella quale si chiedono poteri speciali per i sindaci e le pubbliche amministrazioni.

"Ci sono tantissimi progetti bloccati a causa della burocrazia - ha spiegato in aula Bianco - e dare alle amministrazioni poteri speciali vuol dire velocizzare il completamento dei cantieri. Inoltre ho avuto modo di incontrare il ministro dell'Interno Lamorgese e ho verificato la disponibilità nel rivedere la normativa per quanto concerne i comuni in dissesto come il nostro".

Nel suo intervento iniziale il sindaco Pogliese ha tracciato i vari "momenti" di questa emergenza rivendicando lo sforzo dell'amministrazione "pancia a terra" e ricordando le iniziative come "Catania aiuta Catania", con la raccolta di 390mila euro di donazioni, e il lavoro dei servizi sociali che hanno fatto fronte all'emergenza alimentare in città. Però il primo cittadino ha anche ammesso che la situazione delle casse comunali è seria se il premier Conte non deciderà di rimpinguare i fondi destinati agli enti locali. "Sono stati stanziati 3 miliardi di euro - ha spiegato - ma non sono sufficienti. Basti pensare che ci saranno dai 5 agli 8 miliardi in meno di entrate per i Comuni. Il presidente del consiglio si è impegnato per altri 3 miliardi di euro e confidiamo in una tempistica rapida per l'erogazione delle risorse".

D'altronde con una crisi del genere gli introiti per i Comuni, che già soffrono un grande problema di evasione, saranno ridotti al lumicino e c'è il rischio di poter garantire a stento i servizi essenziali. I consiglieri d'opposizione hanno avuto a disposizione 5 minuti ad intervento e c'è stato anche un piccolo siparietto sull'uso del microfono: si poteva usare soltanto una postazione che veniva poi "pulita" dagli impiegati comunali dopo ogni intervento. Per la consigliera Adorno, del Movimento Cinque Stelle, questo era simbolo di "mancata organizzazione" e ha tenuto di proposito la mascherina durante il proprio intervento, seppur - a onor del vero - la medesima procedura di un microfono unico è stata attuata alla Camera per evitare di parlare dal proprio posto con altri colleghi seduti davanti e con possibili rischi di raggiungerli con microgoccioline di saliva.

"Archiviato" il microfono la consigliera ha chiesto controlli e dati sui beneficiari dei contributi stanziati dal Comune e dei pacchi spesa. Inoltre i pentastellati si sono concentrati sulle partecipate, con Graziano Bonaccorsi che ha evidenziato gli atti d'interpello dell'Asec e le progressioni verticali avvenuti durante la pandemia (e oggetto di infuocate commissioni consigliari) così come ha fatto anche la collega di Italia Viva Francesca Ricotta. Alla fine, nella sua replica, il primo cittadino ha anticipato che quell'atto di interpello interno di Asec - Catania Rete Gas è stato ritirato in autotutela, mentre ha spiegato che sono stati effettuati controlli sui beneficiari delle misure di sostegno nell'80% degli aventi diritto e che se ne darà evidenza pubblica.

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