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Ritrovamenti archeologici in via Androne durante i lavori di riassetto delle linee elettriche

La linea interessata dai lavori eseguiti dai tecnici di Terna, è il tratto che va dalla stazione elettrica di Misterbianco alla cabina primaria che si trova nel centro della città di Catania, nella Villa Bellini

Ritrovamenti archeologici in via Androne da parte dei tecnici di Terna, società attualmente impegnata in una serie di attività per il riassetto delle linee elettriche nell’area della città metropolitana di Catania. Si tratta di un progetto di sostituzione di cavi terrestri con nuova tecnologia XLPE maggiormente ecocompatibile, perché senza utilizzo di olio fluido, tale sostituzione ha inoltre la finalità di rendere la rete elettrica più stabile ed affidabile, a vantaggio della qualità del servizio prestato in particolare alla città di Catania. La linea interessata dai lavori è il tratto che va dalla stazione elettrica di Misterbianco alla cabina primaria che si trova nel centro della città di Catania, nella Villa Bellini. Si tratta di un intervento che si estende per 3,6 km e che segue quasi interamente il percorso dell’elettrodotto esistente al fine di recare il minor disagio possibile alla viabilità urbana interessata.

Ritrovamenti archeologici in via Androne

Nei giorni passati durante lo svolgimento di queste attività i tecnici di Terna si sono imbattuti in alcuni ritrovamenti. Nello specifico: una tomba cosiddetta “alla cappuccina” (due tegoloni contrapposti messi a copertura del defunto) in cui sono state trovati un piccolo residuo osseo appartenente presumibilmente ad un infante, una piccola brocca in discrete condizioni, una moneta da restaurare (su cui quindi attualmente non è leggibile alcuna inscrizione) ed alcune cerniere in bronzo appartenenti ad una cassetta o copertura;  una tomba contenente solo ossa, che non è stato possibile scavare completamente per incompatibilità con la viabilità urbana; una tomba in muratura del tipo “a forma” intonacata all’interno e all’esterno, nella quale sono stati rinvenute due monete e i resti ossei appartenenti a due persone, in ottimo stato di conservazione; una tomba, purtroppo danneggiata negli anni passati dal passaggio di altri sottoservizi, in cui sono state ritrovate alcune ossa inferiori del busto, un vaso danneggiato messo a corredo del defunto, una moneta e un anello in bronzo. Tutte le tombe individuate sono state scavate per intero, a meno dei limiti derivanti dalla viabililità e dai sottoservizi già presenti che limitano l’ampliamento dello scavo

Come spiega l’archeologa Michela Ursino che, sotto il coordinamento della Soprintendente di Catania - Arch. Irene Donatella Aprile - ha seguito le attività di cantiere di Terna. Grazie alla legge sull'archeologia preventiva (D.Lgs. 163/2006) è, infatti, sempre prescritta la presenza di un archeologo quando si avvia questo tipo di attività, presenza ritenuta a maggior ragione necessaria per questo tracciato limitrofo a una zona di antica necropoli già in parte emersa. Le attività di scavo, studio e recupero da parte della Soprintendenza sono state effettuate in parallelo con le attività di posa dei cavi di Terna, grazie alla collaborazione e a una perfetta sintonia e intesa tra tecnici e archeologi, come sottolinea la dottoressa Ursino; in questo modo è stato possibile operare senza dover bloccare il cantiere, cosa che avrebbe comportato un disagio maggiore in termini di tempo per la viabilità e il traffico cittadino. I reperti rinvenuti sono stati fotografati, misurati e rimossi, e a scopo conservativo lo scavo è stato coperto e richiuso. I materiali ossei e quelli del corredo funerario sono stati invece portati negli appositi uffici della Soprintendenza per essere opportunamente studiati da antropologi e archeologi.

La tecnologia del cavo XLPE

Questo tipo di cavo, a differenza di quelli di più vecchia tecnologia, mantiene le sue ottime caratteristiche dielettriche senza essere impregnato di olio fluido. Più in generale si possono così riassumere i pregi del suo utilizzo: minor impatto ambientale in caso di eventuali rotture del circuito; assenza di circuiti idraulici per mantenere in pressione l’olio; basso coefficiente di perdite dielettriche in funzione della tensione di alimentazione.

Modalita’ di posa dei cavi

I cavi sono stati interrati ed installati in una trincea della profondità media di 1,6 m, con disposizione “a trifoglio”. Nello stesso scavo, a distanza di circa 0,3 m dai cavi di energia, è stato posato un cavo con fibre ottiche da 48 coppie per la trasmissione dati. 

Tutti i cavi verranno alloggiati all’interno delle tubiere predisposte e la sezione verrà riempita con una miscela di sabbia vagliata o con cemento “mortar” (cemento magro con granulometria e resistività termica controllate). Le tubiere, e quindi i cavi, sono protetti - dove necessario - anche da una lastra di protezione in cemento armato dello spessore di 6 cm. 

Sensori per il monitoraggio dei cavi

I cavi, come da nuovo progetto unificato, sono stati dotati di sensori per la misura delle grandezze necessarie a comprenderne lo stato di funzionamento (e.g. temperatura, qualità dell’isolamento). L’utilizzo di questa sensoristica diffusa rappresenta un’importante innovazione tecnologica per l’esercizio e la manutenzione di impianti elettrici, data la possibilità di raccogliere dati in tempo reale che possono essere elaborati da remoto, allo scopo di aumentare l’affidabilità degli impianti e la qualità del servizio elettrico in particolare per la città di Catania.

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