Ladre Rom bloccate mentre tentano un furto in abitazione con un pezzo di plastica

Una delle due ladre, in stato di gravidanza, avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari in un'abitazione di Roma. Pertanto, con procedura d'urgenza, è stato richiesto al Tribunale di Roma l'aggravamento della misura cautelare degli arresti domiciliari, col ripristino della custodia in carcere

Una pregiudicata di nazionalità bosniaca è stata arrestata ieri dagli uomini delle Volanti eseguendo un provvedimento del Tribunale di Roma che sostituisce gli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere. I fatti hanno avuto inizio il pomeriggio del 2 marzo, quando è giunta al 113 una segnalazione relativa a due ragazze sospette che si trovavano all’interno di un condominio di via Oliveto Scammacca.

Giunto immediatamente sul posto, l’equipaggio di una volante ha sorpeso due ragazze, ben vestite, che scendevano frettolosamente le scale. Entrambe sono state immediatamente bloccate e trovate in possesso del nuovo must dei furti in appartamento: un ritaglio di plastica, ricavato da una bottiglia di detersivo per stoviglie, solitamente utilizzato dai rom, frapponendolo tra lo stipite e la serratura, per l’apertura delle porte degli appartamenti da depredare.

Le donne sono state condotte in Questura e, dopo una non facile procedura di identificazione, sono state identificate per due pregiudicate di etnia rom con precedenti per reati contro il patrimonio. Una delle due, in stato di gravidanza, avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari in un’abitazione di Roma. Pertanto, con procedura d’urgenza, è stato richiesto al Tribunale di Roma l’aggravamento della misura cautelare degli arresti domiciliari, col ripristino della custodia in carcere.

Ma la bosniaca si è dimostrata “un osso duro” e, soprattutto, disposta a tutto per guadagnare la libertà: con una escamotage ha ottenuto un attimo di privacy in bagno, dal quale è uscita con evidenti tracce di sangue sugli abiti da lei spacciate per minacce d’aborto. Tutto inutile: prontamente accompagnata al Pronto Soccorso del Santo Bambino, i medici hanno accertato che si trattava di ferite autoinflittesi dalla donna, verosimilmente con una forcina per capelli. È finita così in carcere, mentre per la complice sono state avviate le procedure di espulsione.

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