Arresto Morosoli, le minacce dell'editore ai giornalisti: "Nessuno avrà l'indeterminato"

La trascrizione integrale degli insulti dell'editore di UltimaTv nei confronti della redazione che rivendicava i propri diritti. "Siete dei c....", "Teste di c....", questo era il tenore della conversazione

La verità è che voi dovreste lavorare di più e fare meno cortile, perché siete dei coglioni... Siete assolutamente dei coglioni, ma come cazzo vi permettete di scrivere una porcata del genere... La maggior parte di voi, erano a raccogliere patate, a lavorare full time a cinquecento euro al mese”.

A parlare è l'editore di Ultima Tv Francesco Russo Morosoli. Gli interlocutori sono i giornalisti della redazione che avevano 'osato' rivendicare i propri diritti, chiedendo lumi sulla possibilità di firmare un contratto a tempo indeterminato dopo lunghe attese. Momenti di forte "tensione", come quelli che - per altri episodi - ha descritto in un'intervista a CataniaToday l'ex direttore dell'emittente, Umberto Teghini, in cui i redattori "non avevano mai idea di quale potesse essere il proprio destino lavorativo". La registrazione della riunione del 31 ottobre 2017 -  riportata nell'ordinanza di misure cautelari con la quale il gip ha disposto l'arresto dell'imprenditore - è significativa: contiene infatti ingiurie, minacce e improperi che sono costati a Russo Morosoli un capo di imputazione per estorsione.

Il 'cortile' e la 'porcata' a cui si riferisce l'uomo, è una lettera della redazione con la quale i giornalisti esprimevano preoccupazione e perplessità per il loro futuro lavorativo. L'evoluzione del futuro contrattuale non sarebbe stato in linea con le disposizioni normative sul rinnovo dei contratti a tempo determinato. L'editore avrebbe imposto infatti, il passaggio in una società di lavoro interinale con assunzione di durata mensile. L'espediente avrebbe permesso di interrompere il conteggio del 'quinto rinnovo successivo entro i 36 mesi' ai fini dell'automatica trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, così come prevede il Decreto legislativo 81/2015, meglio noto come Jobs act.

Avete il full time qua - chiariva Russo Morosoli rivolgendosi ai giornalisti in occasione della riunione - fior di stipendi, che dovreste scrivere quattro pezzi a dieci euro pagati, ora se mi girano i coglioni ne prendo tre e tutti gli altri ritornano a fare dieci euro al pezzo. Qua dentro contratto a tempo indeterminato tra di voi non ne avrà nessuno, cosi sgombriamo il campo”. Una 'minaccia', quella di Russo Morosoli che ha trovato poi conferma. Come evidenzia la Guardia di Finanza, a cui la procura ha delegato le indagini, “nel novembre 2017 alcuni giornalisti di Ultima Tv erano stati assunti per un mese dalla società interinale e riassunti dal 1 dicembre 2017 (dopo il quinto rinnovo contrattuale consecutivo) mentre per altri non vi era stata alcuna riassunzione”.

Ho gente sull'Etna da trent'anni a tempo determinato - si legge ancora nel testo dei giudici - chi si comporta bene e merita di restare in questo gruppo, resta! Chi non se lo merita va a casa, a chi non piace la porta è là, se non vi sta bene ve ne potete andare, che io a sostituirvi ci sto tre nano-secondi, che a voi evidentemente l'esperienza di ...omissis … non vi ha insegnato un cazzo... non vi permettete più a entrare nel merito - tuona ancora Russo Morosoli durante la riunione commentando le lecite richieste dei giornalisti contenute nella lettera - come facciamo? Non possiamo garantire l'efficienza, chi saremo e chi sarà in organico? Quanti saremo? Quanti mesi restiamo con l'interinale? Io esco pazzo è che non hanno un cazzo che fare, queste teste di cazzo e scrivono la lettera".

Queste conversazioni, secondo il gip, costituiscono i “gravi indizi di reato” che fanno da sfondo alla parallela attività di "dossieraggio e di condizionamento politico" che  - sempre secondo quanto viene ipotizzato e contestato dagli inquirenti - "veniva disposta e gestita dallo stesso Russo Morosoli al fine di screditare i propri concorrenti economici e i politici “non graditi”.

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