E' bufera sull'aeroporto di Catania, Crocetta e Lo Bello ai ferri corti

Pochi giorni fa era andato a monte il tentativo di vendere le azioni dell'aeroporto ai privati. Ne è scaturita una accesa polemica tra Crocetta e Lo Bello, con tanto di querela

Infuria la polemica tra il presidente della Regione Rosario Crocetta ed il leader di Confindustria siciliana Ivan Lo Bello in merito al rinnovo delle Camere di commercio ed alla privatizzazione dell'aeroporto Vincenzo Bellini di Catania.

Pochi giorni fa i rappresentanti di Asi, Irsap, Camere di Commercio e i commissari dei comuni avevano bocciato il tentativo di vendere le azioni dell'aeroporto ai privati. Procedimento osteggiato dallo stesso Crocetta, che lamentava la mancanza di un'asta pubblica, Polemica su vendita azioni dell'aeroporto di Catania, interviene Crocetta
ed  avviato allo scopo di reperire risorse finanziare ed affrontare il piano d’investimenti previsto dal piano di concessione quarantennale rilasciata dall’Enac.

Lo Bello, chiamato in causa dal governatore che aveva dichiarato di non voler difendere i suoi "interessi privati", ha annunciato querela nei confronti di Crocetta invitandolo "ad andare immediatamente presso la Procura distrettuale di Catania, per denunciare le anomalie che a suo dire riguarderebbero la Sac".

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La palla è quindi rimbalzata nuovamente al presidente della Regione che ha diffuso una nuova replica alle dichiarazioni del leader di Confindustria. "Non ho sostenuto che Lo Bello avesse interessi personali sulla vendita delle azioni dell'aeroporto di Catania. Mi sono limitato a replicare a coloro, fra i quali esponenti istituzionali di primo piano, che nei giorni scorsi e nelle passate settimane, hanno pubblicamente affermato dell'esistenza di tali interessi e, addirittura di un mio ruolo di sostegno, attraverso la mancata adozione dei provvedimenti di unificazione delle camere di commercio. Le mie affermazioni di ieri erano finalizzate all'esercizio di difesa della mia onorabilità, sostenendo che il voto contrario alla vendita, da parte dei rappresentanti della Regione, escludeva alcun mio supporto ad alcun interesse. Lo Bello, se si dovesse sentire diffamato, pertanto, quereli chi lo accusato di avere interessi”.

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