Sacchetti della spazzatura hi-tech: codice a barre per i rifiuti

Con la spazzatura tecnologica ogni famiglia avrà la certificazione di aver fatto la raccolta differenziata, e pagherà al Comune secondo quanta ne avrà consegnata al netturbino

Arriva la spazzatura del futuro, che attraverso un codice a barre leggerà il contenuto dei nostri rifiuti e identificherà la famiglia che li ha prodotti.

Licodia Eubea è stato il primo paese a sperimentare il sacchetto tecnologico. Ora il progetto si allarga, e coinvolge i 130 mila abitanti dei 15 Comuni del calatino: in un anno la raccolta porta a porta potrebbe essere di casa per tutti.

L’iniziativa futuristica è promossa dalla Kalat Ambiente, la società d'ambito che gestisce l'Ato CT5, con un progetto sperimentale sulla gestione integrata dei rifiuti che anticipa la riforma regionale degli Ato in Sicilia.

Ogni busta di spazzatura sarà tracciabile, ogni famiglia avrà la certificazione di aver fatto la raccolta differenziata, e pagherà al Comune secondo quanta ne avrà consegnata al netturbino.

Entro il 2013”, spiega il presidente di Kalat Ambiente, Vittorio Digeronimo, ad Italpress, “puntiamo a fare il 65% della differenziata e il 50% di recupero di materie prime che provengono dalla differenziata”.

Quella dei sacchetti hi-tech è solo la punta dell'iceberg: il Progetto, da 60 milioni di euro, vuole gestire in modo virtuoso tutto il ciclo dei rifiuti, tariffe e impianti inclusi.
Ci candidiamo a realizzare un polo di recupero nel calatino”, prosegue Digeronimo, “per tutta la raccolta differenziata che si produce nell'area. L'impianto di compostaggio sarà ammodernato e produrrà anche energia elettrica, per ridurre col fotovoltaico i costi di conferimento. Ci siamo candidati a fare la selezione delle plastiche e delle carte e del cartone, cosí saremo indipendenti ed i nostri rifiuti non dovranno percorrere gli attuali 70 km fino a Motta S.Anastasia, con un risparmio sui costi del trasporto”.

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I 15 sindaci hanno già detto “sí” al progetto, presentato anche alla Regione: per 5 anni l'affidamento del servizio, con gara aperta, sarà unico per tutti e 15. La Kalat Ambiente, che diventerà società consortile per azioni, vuole anche costruire quattro nuovi impianti: due a Grammichele per produrre 40mila tonnellate di biogas, uno dentro l'Asi per la frazione secca, e uno a Caltagirone per smaltire Rsu e rifiuti speciali.
 

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