Al via i saldi estivi, ma si è abbassata la febbre da shopping

Si parte ufficialmente sabato 6 luglio con i saldi estivi che avranno durata sino al 15 settembre. Appuntamento che nel capoluogo etneo coinvolge un migliaio di negozi di abbigliamento, calzature e accessori nel cuore commerciale e direzionale della città

Si parte ufficialmente sabato 6 luglio con i saldi estivi che avranno durata sino al 15 settembre. Appuntamento che nel capoluogo etneo coinvolge un migliaio di negozi di abbigliamento, calzature e accessori nel cuore commerciale e direzionale della città. I commercianti catanesi sperano in una vera e propria boccata d’ossigeno tenuto conto che l’ultimo trimestre del 2013 ha registrato un notevole calo delle vendite, anche per via di condizioni climatiche decisamente non favorevoli. 

Non sarà possibile ripetere i numeri degli scorsi anni, così come sarà ancora un ricordo i tempi in cui ad inizio dei saldi vi erano le file davanti ai negozi ed alcuni addirittura erano costretti a regolare l’ingresso dei clienti nei negozi. Delle 135 mila famiglie catanesi l’Ascom Confcommercio prevede che ben 72 mila saranno colte da quella che eufemisticamente ancora chiamino “febbre da shopping”.  Secondo le stime dell’associazione commercianti ogni nucleo familiare lascerà nelle casse dei commercianti della città 325 euro mentre l’acquisto medio per persona si aggirerà intorno ai 125 euro. Considerato anche l’affluenza della provincia  a Catania potrebbero essere spesi intorno a oltre 27 milioni di euro.

“Pur trattandosi di numeri importanti – afferma il presidente provinciale di Confcommercio Catania Riccardo Galimberti –  siamo ben distanti dagli anni d’oro dei saldi che saranno determinanti per tentare di riequilibrare i bilanci delle nostre aziende. Non si può infatti dimenticare che arriviamo al periodo dei saldi alla fine di un trimestre estremamente negativo che ha visto il settore del tessile e calzaturiero in enorme difficoltà, con cali dei volumi di affari mediamente del 25%. Contiamo di incrementare la previsione di spesa relativa alle famiglie catanesi anche con gli acquirenti dell’hinterland. I saldi saranno un’opportunità, quest’anno più che mai, per i consumatori - conclude Galimberti – grazie al fatto che l’offerta proposta dai commercianti sarà su una base di sconto più ampia rispetto al passato. Si partirà da subito, in gran parte dei negozi, con sconti del 40%”.

Gli acquirenti saranno ben garantiti da regole comportamentali tenute dai commercianti su indicazione dell’Ascom Confcommercio. Per i saldi deve essere indicato il prezzo iniziale, la percentuale di sconto ed il prezzo finale scontato e al cliente è consentito l’utilizzo di carta di credito.

“La battaglia condotta da Confcommercio contro l’aumento dell’IVA  – spiega Francesco Sorbello di Confcommercio Catania –  è stata determinante per evitare che si amplificassero ancor di più i problemi strutturali della nostra economia e del commercio, che in questi anni sono stati tra l’altro condizionati anche all’aumento dei prezzi nel settore dei servizi indispensabili, aumenti che hanno determinato una distrazione di spesa da parte delle famiglie che non confluirà più nella rete distributiva, con ricadute negative specie su alcuni settori merceologici non di largo e generale consumo. Ma quello che ci preoccupa maggiormente è che tra i capoluoghi siciliani, Catania, insieme a Palermo, sia la città con il minor numero di dichiaranti reddito. Solo il 40,3% dei cittadini infatti presenta un reddito contro il 47,5% di Ragusa o il 46% di Enna.  Anche in termini di reddito pro capite siamo messi male, con 9.528 euro siamo penultimi dopo Trapani.  Questo è il sintomo di un malessere diffuso che si ripercuote negativamente sui consumi”.

Intanto all’Assessorato regionale alle attività produttive si sta mettendo mano al testo unico del commercio, che prevede anche una rivisitazione della normativa sulle vendite promozionali.

 “L’attuale normativa sulle vendite promozionali – afferma Sorbello – non solo è datata e non in linea con la successiva normativa sul commercio emanata dalla stessa Regione Sicilia ma è anche obsoleta rispetto alle emergenti esigenze degli operatori commerciali e dei consumatori. Stiamo partecipando al tavolo tecnico presso l’assessorato e devo dire che le nostre richieste di fondo sono tenute in considerazione. Dovremo dare maggiore margini di manovra e libertà agli esercenti affinché possano adattarsi senza troppi vincoli alle mutevoli condizioni di mercato, ma anche climatiche.”

I numeri dei saldi estivi 2013 – Catania
Spesa media procapite    125 euro
Spesa per famiglia     325 euro
Famiglie pienamente coinvolte     40%
Famiglie marginalmente coinvolte    20%
Volume d’affari in Città    19 milioni
Effetto saldi nei primi 15 giorni    60%
Incidenza su fatturato stagione       25%
Incidenza pezzi venduti su stagione    50%
Sconti medi iniziali     40%

VADEMECUM COMPORTAMENTALE

Prassi burocratica
- i saldi di fine stagione  possono essere effettuati ad iniziare dal giorno indicato senza alcuna comunicazione preventiva al comune, necessaria, invece, per le vendite promozionali (almeno dieci giorni prima)
- le vendite promozionali potranno essere effettuate dal 6 luglio  al 15 settembre ‘13
Indicazione prezzo e sua applicazione
- sia per i saldi che per le vendite promozionali, deve essere indicato il prezzo iniziale, la percentuale di sconto  ed il prezzo finale scontato;
- i prezzi pubblicizzati sono praticati fino all’esaurimento delle scorte senza limitazioni di quantità e senza abbinamento di vendite;
Prodotti in sconto e loro esaurimento
- le merci offerte nelle vendite straordinarie devono essere separate in modo inequivocabile da quelle poste in vendita a condizioni ordinarie;
 - l’esaurimento delle scorte è portato a conoscenza del pubblico con avviso ben visibile all’esterno del locale.

Indicazioni generali
- Carte di credito: consentire al cliente l’utilizzo di carte di credito – bancomat anche per l’acquisto delle merci in saldo qualora sia pubblicizzato, anche a mezzo vetrofanie, l’utilizzo di tali strumenti.
- Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n.24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
- Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimessa alla discrezionalità del negoziante a cui si consiglia di seguire la stessa procedura tenuta nel corso dell’anno.

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