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Crisafulli, il fratello alla stampa: "Inizierà lo sciopero della fame"

Secondo la dichiarazione del fratello, da lunedì 9 luglio Salvatore Crisafulli smetterà di mangiare per protestare contro il sistema sanitario locale che non gli permette di provare una nuova cura

Torna alla ribalta il caso di Salvatore Crisafulli, 46enne catanese che dal 2003 è immobile a letto a causa di un incidente stradale. Secondo la dichiarazione del fratello Pietro, da lunedì 9 luglio Salvatore smetterà di mangiare per protestare contro il sistema sanitario locale che non gli "permette" di provare una nuova cura.

Da tempo Salvatore e centinai di malati in Sicilia chiedono infatti di sottoporsi al trapianto delle cellule staminali mesenchimali, ovvero staminali “adulte” prelevate dallo stroma osseo, secondo la metodologia attuata dal dottore triestino Marino Andolina, che segue il protocollo medico della Stamina Foundation Onlus del prof. Davide Vannoni. Due terzi dei pazienti, affetti da gravi danni cerebrali, da lui seguiti, sembra abbiano avuto notevoli miglioramenti.

Andolina stesso, si è detto favorevole a sottoporre a trapianto anche Salvatore Crisafulli, Giuseppe Marretta architetto catanese in stato vegetativo da due anni e la piccola bimba catanese in coma irreversibile dalla nascita a seguito di una asfissia ipossico ischemica verificatasi al momento del parto.

In Sicilia però questa cura non può essere effettuata perché non esistono laboratori specializzati nella coltivazione di staminali mesenchimali. Adesso Salvatore lancia il seguente appello sulla sua pagina facebook: “Da nove anni vivo in un baratro, aiutatemi voglio provare la cura immediatamente, non fatemi morire”.

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