Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Classifica de "Il Sole 24 Ore" sul gradimento dei sindaci: Salvo Pogliese in coda

Agli ultimi tre posti della graduatoria sul gradimento dei Sindaci figurano il primo cittadino di Catania, Salvo Pogliese ( ultimo in classifica con il 30% dei consensi), Luigi De Magistris (Napoli, 35%) e Leoluca Orlando (Palermo, 39%)

Il primo cittadino di Catania, Salvo Pogliese, è in coda alla classifica sul gradimento dei sindaci pubblicata da Il Sole 24 Ore, con una percentuale di consenso del 30 per cento. Pesano probabilmente la crisi economica attuale, il dissesto ed il generale clima di incertezza che domina il panorama politico locale e nazionale.

Giudano la classifica Luca Zaia (governatore del Veneto) e Antonio Decaro (sindaco di Bari) si riconfermano al primo posto della classifica degli amministratori locali più popolari in Italia, rispettivamente col 74 per cento e il 65 per cento delle preferenze. Nella governance delle regioni, dopo Zaia (74 per cento), al secondo posto Stefano Bonaccini(Emilia Romagna, PD, 60 per cento), terzi ex aequo Massimiliano Fedriga (Friuli V.G., Lega) e Vincenzo De Luca (Campania, PD) col 59 per cento, segue Giovanni Toti (Liguria, Coraggio Italia, 56 per cento). Donatella Tesei (Umbria) dal 3° al 11° posto. In fondo alla classifica ex aequo Donato Toma (Molise) e Vito Bardi (Basilicata) Nella governance poll dei Sindaci, dopo Decaro (65 per cento), al secondo posto Luigi Brugnaro (Venezia, centrodestra, 62 per cento), terzi ex aequo con il 61 per cento Giorgio Gori (centrosinistra, Bergamo) e Marco Fioravanti (centrodestra, Ascoli Piceno) Beppe Sala (centrosinistra, Milano) per la prima volta sotto al 50 per cento (81° posto), Virginia Raggi (Cinque Stelle, Roma) e Chiara Appendino (Cinque Stelle, Torino) parimerito al 94° posto con il 43 per cento di gradimento.

La coda della classifica

Caduta libera per Cateno De Luca (Lista civica, Messina), dal secondo al 22° posto in un solo anno. Agli ultimi tre posti della graduatoria Salvo Pogliese (Catania, 30 per cento dei consensi), Luigi De Magistris (Napoli, 35 per cento) e Leoluca Orlando (Palermo, 39 per cento). Luca Zaia e Antonio Decaro si confermano anche nel 2021 gli amministratori locali dal più elevato indice di gradimento in Italia, rispettivamente con il 74 per cento dei consensi per il presidente della Regione Veneto e con il 65 per cento per il sindaco di Bari, nella rilevazione annuale realizzata da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore pubblicata sul Sole 24 Ore di lunedì 5 luglio. Dietro di loro, però, dodici mesi dopo, il quadro dei leader più popolari risulta in forte movimento. Tra i governatori si segnala lo scatto di Stefano Bonaccini (Emilia Romagna, PD) che, con una crescita del 6 per cento, raggiunge quota 60 per cento e scalza dal secondo posto Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia, Lega), il quale tra l’altro deve condividere il terzo gradino del podio con Vincenzo De Luca (Campania, PD) entrambi al 59 per cento. Nei top five, al quarto posto il governatore ligure Giovanni Toti (centrodestra) al 56 per cento e al quinto posto Alberto Cirio (Piemonte, centrodestra) al 52,5 per cento. Tra i sindaci emerge il secondo posto di Luigi Brugnaro (Venezia, centrodestra) al 62 per cento segnando un balzo di +7,9 per cento, seguito al terzo da Giorgio Gori (Bergamo, centrosinistra) ex aequo con Marco Fioravanti (Ascoli Piceno, centrodestra) entrambi al 61 per cento ma con il Sindaco di Bergamo in crescita del 5,7 per cento. E’ quanto emerge dalla nuova edizione della tradizionale indagine annuale “Governance Poll”, effettuata da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore e pubblicata lunedì 5 luglio.

Nello Musumeci risale la classifica

Un sondaggio che coglie i trend degli amministratori locali 16 mesi dopo lo scoppio della pandemia, in una fase che oggi non è più dominata dai contagi e dalla crisi economica, ma dalle prospettive di ripresa di tutte le attività grazie al crescendo della campagna di vaccinazione. Nel caso dei governatori, se il confronto si sposta dal risultato 2020 a quello del giorno di elezione spiccano le performance di Luca Zingaretti (Lazio) che guadagna +10 punti, di Nello Musumeci (Sicilia, +9,2) e dello stesso Bonaccini (+8,6). In ribasso, invece, le quotazioni di Donatella Tesei (Umbria), rispetto sia allo scorso anno sia al giorno delle elezioni. Il termometro della popolarità dei sindaci evidenzia, nel confronto tra il 2021 e il giorno delle elezioni, due gruppi di situazioni critiche. Il primo è quello dei sindaci delle grandi città del Sud alle prese con conti in dissesto e paralisi amministrative: agli ultimi tre posti della graduatoria delle 105 città capoluogo ci sono infatti Salvo Pogliese (Catania, 30 per cento dei consensi), Luigi De Magistris (Napoli, 35 per cento) e Leoluca Orlando (Palermo, 39 per cento). L’altro fronte traballante è, più in generale, quello delle metropoli: Dario Nardella (Firenze, 57 per cento) e Virginio Merola (Bologna, 54,6 per cento) continuano a cavarsela egregiamente, ma Beppe Sala (Milano) si ferma per la prima volta sotto al 50 per cento occupando un opaco 81° posto (-2,7 per cento), mentre le sindache Cinque Stelle Virginia Raggi (Roma) e Chiara Appendino (Torino) coabitano alla casella numero 94 con il 43 per cento di gradimento, con la Raggi che cala del 24,2% e l’Appendino dell’11,6 per cento. Il logorio amministrativo – che, per esempio, ha colpito in pieno Federico Pizzarotti (Parma, 97° posto) allontanandolo dalle prime posizioni occupate qualche anno fa – non intacca il favore di Clemente Mastella (Benevento), che arriva alla fine del primo mandato da sindaco con un solido 59,5%. Le difficoltà della vita amministrativa possono essere rapidamente fatali anche per gli outsider: lo dimostra la caduta libera – dal secondo al 22° posto in un solo anno – delle quotazioni di Cateno De Luca (Messina).

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