Project Runway, il master chef della moda: tra i concorrenti Salvo Presti

E'il più grande talent show sul mondo della moda. Appena sbarcato in Italia, precisamente ogni mercoledì su FoxLife. E non poteva certo mancare un siciliano tra i concorrenti: Salvo Presti 33 anni, di Acireale. Segni particolari: autoironico, cinico, sarcarstico. Conosciamolo meglio

Project Runway, il più grande talent show sul mondo della moda, sbarca in Italia. Precisamente ogni mercoledì su FoxLife. E non poteva certo mancare un siciliano, con il suo ricco bagaglio di creatività, tra i concorrenti. Se poi alla prima puntata già vince - oltre a godersi il meritato premio - arriva subito il successo con annesso tam tam social. Lui è Salvo Presti, 33 anni, di Acireale. Professione: Senior Designer. Segni particolari: autoironico, cinico, sarcarstico. Si legge sulla sua scheda da concorrente. Ma conosciamolo meglio. 

Perché hai deciso di partecipare a Project Runway?

"Penso che certi treni vadano presi al volo e Project Runway è un treno ad alta velocità che per me rappresenta un'occasione di rivalsa verso una vita non facile e verso chi non ha creduto in me, ma rappresenta anche (e soprattutto) un giusto riconoscimento a livello personale. E poi sarà bellissimo rendere orgogliosi di me chi ha sempre creduto nelle mie capacità e chi mi ha sostenuto standomi vicino".

Qualche aneddoto carino legato ai provini?

"Sono molto scaramantico, quando devo fare qualcosa di importante cerco di indossare dei capi per me 'portafortuna'. Per i casting, infatti, ho indossato una bellissima camicia cucita dalle sapienti e abili mani di mia madre, un capo a cui sono molto legato".

Mettiamo da parte, per un po', i riflettori di Runway. Come nasce la tua passione per la moda?

"Sono figlio di sarta, nipote di sarte, cugino di sarti... quindi l'amore per ago e filo è sempre stato presente nella mia vita e probabilmente si trova anche nel mio dna!! Poi, crescendo, questo amore si è trasformato in grande passione e non solo per la sartoria, ma anche per il disegno, per la creazione, per la progettazione e per il sistema moda in generale".

Nel 2007 lasci la Sicilia con la voglia di respirare un’aria più mitteleuropea. Poi ritorni…come mai?

"La verità è che nel 2011 ho scoperto di avere un problema di salute e quindi ho preferito tornare a casa, ma questo cambio di programma non ha spento il mio grande amore per i tessuti, i cartamodelli, per spilli e bottoni, anzi lo ha rinvigorito, quasi fosse una sfida".

Quanto è difficile e perché fare moda in Sicilia?

"La Sicilia, lo sappiamo, è un terra meravigliosa, con un bagaglio culturale incredibile. Siamo stati, e lo siamo tutt'ora, fucina di idee per artisti (e non solo) di ogni tipo, dalle arti visive, alla poesia passando per cinema, teatro e musica. Quando ero più giovane e quando ancora internet era una realtà di pochi, forse era difficile fare moda in Sicilia perchè era difficile importare - quanto esportare - idee. Adesso, grazie alle nuove tecnologie, si possono ad esempio vedere le sfilate delle grandi firme in streaming... conoscere quasi in tempo reale le nuove tendenze e tantissimo altro ancora... Tutto questo di sicuro accorcia notevolmente le distanze, limite per cui prima la Sicilia veniva un po' penalizzata sotto l'aspetto moda. E poi ci sono loro... i bloggers, che con la loro freschezza hanno intessuto (è il caso di dirlo...) un meraviglioso ponte virtuale sullo Stretto che non si ferma a Reggio Calabria ma che arriva direttamente a Milano, Parigi, Londra... o dove vuoi tu! In questo momento storico, ricco di nuove possibilità, la parola d'ordine è: ottimisco... e che non manchi mai!".

Nel 2011 lanci la tua prima collezione di prêt-à-couture donna. Ci descrivi il mood?

"La mia prima collezione nasce con uno scopo ben preciso: essere lontana dallo stereotipo di donna sicula. (Dolce&gabbana ne sono i pionieri). L'ispirazione è venuta leggendo un vecchio libro di storia dell'arte dove si parlava del magico primario e di tutte le perfette forme che la natura crea e, da questo, l'idea di progettare dei capi iper-femminili (ma rigorosi nella costituzione e nella scelta dei tessuti) con degli elementi decorativi che, nel caso specifico, erano costituiti da evoluzioni di tessuto che ricordavano l'avvolgimento delle spirali di una conchiglia".

E adesso com'è la donna alla quale ti ispiri?

"Non mi ispiro ad un solo tipo di donna. Cerco sempre di progettare qualcosa che possa essere fruibile dal maggior numero possibile di donne, mantenendo ovviamente grande sartorialità, attenzione nei dettagli e tessuti di alta gamma, senza mai dimenticare la giusta dose di freschezza e attualità",

Dopo l'esperienza "Project Runway", cosa farai ( sperando sempre in una tua vittoria)?

"Dopo Project Runway potrebbero succedere molte cose... ma è ancora presto per pensare al 'dopo', adesso voglio solo godermi questa bellissima esperienza e se dovessi vincere... ne riparleremo!"

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