Istigazione all'odio razziale, archiviazione per Cantarella e Candiani

La procura ha stralciato la posizione di 14 indagati per lo stesso reato tra coloro che hanno commentato da diverse città italiane il video con frasi riferite ai migranti

La procura di Catania ha chiesto l'archiviazione, perché "il fatto non sussiste o comunque non costituisce reato", del fascicolo per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di istigazione razziale, etnica e religiosi aperto nei confronti di due esponenti della Lega: il senatore Stefano Candiani e l'assessore comunale Fabio Cantarella.

L'inchiesta era stata aperta dopo la denuncia dell'associazione antimafie Rita Atria, che dà notizia dello sviluppo giudiziario, in seguito alla pubblicazione su Facebook di un video in cui i due descrivono il rione San Berillo come la "patria dell'illegalità", un "quartiere in mano agli immigrati clandestini" dove "regnano spaccio, contraffazione e prostituzione".

La procura ha stralciato la posizione di 14 indagati per lo stesso reato tra coloro che hanno commentato da diverse città italiane il video con frasi riferite ai migranti, come 'metterli nei forni compresi i Ds', 'è bello l'odore del Napalm al mattino', 'alle docce', 'maledetti clandestini', 'buttateli a mare da dove sono venuti' e 'Lancia Fiamme'.

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"Prendiamo atto della richiesta avanzata dal Pm - commenta l'avvocato Goffredo D'Antona, legale dell'associazione antimafie Rita Atria - e valuteremo nei prossimi giorni se presentare richiesta di opposizione o meno. Rileviamo che, comunque, secondo lo stesso Pm le loro 'si sono rilevate in fatto concretamente idonee a suscitare manifestazioni di odio razziale', e ciò, al di là dell'aspetto giudico, appare di sicuro rilievo per quello etico e morale. Chi ricopre cariche pubbliche - aggiunge - dovrebbe avere il senso delle proprie azioni e non essere veicolo di insulti e di odio razziale". Il penalista esprime "soddisfazione per il prosieguo del procedimento nei confronti dei commentatori di Facebook che hanno utilizzato frasi gravissime, come rievocare i forni crematori e le camere a gas" che "sono stati identificati dalla polizia postale, e dovranno rispondere della loro condotta avanti al tribunale di Catania". "Speriamo - conclude l'avvocato D'Antona - che gli odiatori da tastiera possano comprendere che non ci può essere impunità per certe frasi".

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