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In memoria delle vittime di violenza transfobica, una veglia a San Berillo

L'evento, a livello internazionale, è stato introdotto nel 1998 su iniziativa di Gwendolyn Ann Smith un'attivista transgender, per ricordare Rita Hester, il cui assassinio in Massachussets diede avvio al progetto web "Remembering Our Dead"

Oggi 20 novembre è la data mondiale in memoria delle vittime di violenza transfobica. Quest'anno Arcigay Catania vuole ricordare tutte le persone trans uccise per mano dell'odio nello storico quartiere di San Berillo con una veglia a lume di candela.

L’evento, a livello internazionale, è stato introdotto nel 1998 su iniziativa di Gwendolyn Ann Smith un’attivista transgender, per ricordare Rita Hester, il cui assassinio in Massachussets diede avvio al progetto web "Remembering Our Dead", e nel 1999 a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l'evento è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo. Ogni anno in Italia in diverse città si organizzano iniziative per ricordare questa data, principalmente attraverso candle light e/o altre forme. 

The Transgender Europe’s Trans murder monitoring project ha monitorato 1.123 omicidi in tutto il mondo negli ultimi quattro anni (Dicembre 2008- Dicembre 2012). In questo stesso periodo le vittime accertate in Italia sono venti, un numero sensibilmente superiore a quello degli altri paesi europei, che fa dell’Italia il secondo paese per numero di vittime in Europa dopo la Turchia.

"Questi dati riguardano purtroppo soltanto i casi di omicidio - spiega Arcigay Catania - dimenticando tutte le vittime della violenza quotidiana prodotta da pregiudizio, discriminazione, privazione dei diritti fondamentali (la salute, lo studio, il lavoro), violenza che conduce in tanti casi ad esiti drammatici di cui queste statistiche non tengono conto. Noi vorremmo che questa fosse l’occasione per ricordare tutte le vittime, quelle che sono private della vita da una mano assassina, e le vittime della discriminazione quotidiana che esclude dal mondo della scuola e del lavoro, dagli affetti, che priva della possibilità di stare serenamente tra la gente. Noi vorremmo che con maggiore incisività e maggiore consapevolezza si ricordasse che i crimini contro le donne transessuali ed i crimini contro le donne biologiche sono conseguenza della stessa violenza di genere, sessista e maschilista".

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