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San Cristoforo, a rischio chiusura il centro salesiano Salette

La Cisl prende carta e penna e scrive al sindaco Bianco. Il sindacato chiede attenzione e un intervento urgente a tutela dei giovani del quartiere. Formatori senza stipendio da 18 mesi

L’obbligo di istruzione e formazione non parte e a Catania è a rischio chiusura il centro salesiano Salette che opera in un quartiere difficile quale quello di San Cristoforo.

La Cisl Catania e la Cisl Scuola Catania prendono carta e penna e scrivono al sindaco Bianco: chiedono attenzione e un intervento urgente a tutela dei giovani del quartiere.

Questo il testo della lettera, che è stata recapitata anche al presidente della Regione Crocetta e all’assessore regionale all’istruzione Nelli Scilabra.

“La Cisl Catania, la Cisl Scuola Catania, le associazioni datoriali Forma e Assoform, nonché i responsabili degli enti che operano prevalentemente nell'Obbligo di Istruzione e formazione (Oif) a Catania, l’8 luglio si sono incontrati per affrontare i problemi, ormai insostenibili, del settore in Sicilia. Nonostante nel mese di giugno 2012, con una delibera di giunta, la Regione Siciliana abbia recepito la normativa nazionale e abbia impartito le linee guida per il settore, non sono mai state date regole certe per il servizio.

Tutto ciò ha portato alla compromissione del servizio nell'Isola. A Catania, in particolare, il Cnos Fap ha annunciato la chiusura dello storico Centro di Salette che opera in un quartiere a rischio quale quello di San Cristoforo.
Tale chiusura non sarà che la prima in Sicilia e accompagnerà migliaia di ragazzi alla dispersione scolastica con gravi ripercussioni sul tessuto sociale delle grandi città e non solo di quelle.

La Regione deve farsi carico di aprire con estrema urgenza il tavolo tecnico trilaterale per gestire la vertenza della filiera, dando priorità al pagamento delle spettanze arretrate agli enti, chiudere tutti i rendiconti e corrispondere i saldi, redigere una circolare di gestione, nonché di tutte le regole certe necessarie per mettere a regime questa filiera.

Enti, operatori, allievi e famiglie non possono permettere altri ritardi che ricadono su una fascia debole della società siciliana e sul diritto allo studio che a questi ragazzi non può essere negato, così come non si può negare la dignità a chi lavora nel settore di operare con continuità e con il diritto alla retribuzione a oggi negato da più di 18 mesi. Non si può perdere altro tempo”.

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